17/04/2016

TYRE LADY: la ragazza "copertone"

Domenica 10 aprile a Roma splendeva il sole e migliaia di persone hanno corso la maratona di Roma con i propri sogni e le proprie speranze vivendo momenti indimenticabili. Lo sappiamo, c’eravamo anche noi. Tra i partecipanti però c’era qualcuno di molto insolito che correva per la propria causa che in realtà è la causa di tutti. Lei è Tyre Lady, la signora pneumatico nata a Singapore londinese di adozione o come la abbiamo definita noi, la “ragazza copertone”. La Maratona di Roma è stata la sua 59esima maratona corsa trascinando il suo pneumatico chiamato MEDI.
Il soprannome “Tyre Lady” è nato dopo 44 maratone e 50 ultramaratone da 50-100km corse sempre ben zavorrata e il suo obiettivo è quello di completare 100 maratone entro il 2020!

A questo punto la domanda sorge spontanea: perché?

Il copertone per lei rappresenta la zavorra che tutti noi ci trasciniamo quotidianamente e che sta facendo ammalare il mondo: lo spreco delle risorse e l’eccessiva produzione di spazzatura.
A Roma Tyre Lady ha corso per sensibilizzare il mondo sulla questione della spazzatura presente nel nostro Mare Mediterraneo:
- Il problema dei materiali tossici e radioattivi scaricati nel Mediterraneo negli anni 80, periodo in cui molte altre nazioni hanno fatto altrettanto nei rispettivi mari locali
- Il triste problema della gestione dei rifiuti nel Sud Italia e l’inquinamento delle falde acquifere a causa della presenza delle discariche abusive.


L'intervista

“Un peso di 8kg per tutta la durata della maratona. Una follia?”
“In realtà MEDI è il mio “pneumatico di scorta”, infatti sono abituata a trascinare un altro tipo di copertone di ben 10Kg detto “IL CAMALEONTE” ma a Roma sono stata costretta, a causa delle misure di sicurezza adottate, a ridurre il peso della mia zavorra di 2Kg per rientrare nei parametri.
Il camaleonte è chiamato così perché simboleggia il cambiamento, quello che mi auspico accada in questo nostro mondo.
Molte persone hanno messo in dubbio la mia sanità mentale dopo tutto 42km sono già duri così senza pesi extra, ma durante la Maratona di Londra si possono trovare tutti i tipi di runner vestiti con costumi assurdi o che trasportano le cose più disparate (ce n’è uno che trasporta addirittura un frigorifero), quindi perché dovrei essere più pazza di altri?!”

“Com’è nata l’idea di trascinare un pneumatico?”
“Ho trascorso parte della mia vita al Polo Nord per ritrovare me stessa durante un periodo molto difficile in cui alcune persone volevano farmi del male distruggendomi emotivamente. Non avevo esperienza per vivere in un ambiente del genere, con temperature sempre sotto zero ero costretta a spostarmi sugli sci trascinando una slitta. Qui però conobbi la mia guida una donna straordinaria di nome Matty McNair che nel 1997 guidò la prima spedizione di donne al Polo Nord. Con lei decisi di iniziare una raccolta fondi per la salvaguardia dell’ambiente e per lanciare un messaggio forte al mondo decisi di correre trascinando un pneumatico che simulava la slitta che ormai da tempo ero abituata a portare.
La prima maratona “zavorrata” la corsi nel 2006 a Singapore con l’ostilità di molte persone tra cui un giornalista coreano che scrisse “E’ impossibile, è una ragazza!” Beh, la portai a termine tra l’incredulità di tutti e da allora non mi sono più fermata!”

“Una donna coraggiosa e forte non solo fisicamente. Cosa vuoi dire al mondo con questo tuo gesto?”
“Il mondo è pieno di conflitti, costantemente in guerra. La guerra è una industria multi-miliardaria, il profitto sta distruggendo l’ambiente che ci circonda, le foreste pluviali vengono macellate e i nostri oceani sono sempre più inquinati, viviamo con i paraocchi pensando solo a noi stessi senza capire che ci stiamo autodistruggendo.
Ad un certo punto mi sono trovata di fronte ad un bivio: essere un passeggero di questo mondo e accettare passivamente il tutto pensando solo alle mie esigenze o avere un atteggiamento proattivo e fare qualcosa per iniziare a cambiare davvero le cose? Ho scelto la seconda strada.
Il nostro mondo è usa e getta, dai giocattoli per bambini ai bicchieri di plastica usati alle feste acquistiamo cose che nel giro di poco tempo diventano spazzatura, ogni generazione diventa sempre più apatica distratta dai telefonini e dalle periferiche di gioco, gli adulti fanno finta di essere responsabili ma si aspettano che i governi risolvano tutto per loro senza capire che il primo passo spetta a noi. Sono stata per un bel po’ passeggera di questo tipo di mondo, poi ho deciso di saltare giù dalla barca.”

“Un messaggio sicuramente forte. Ma cosa possiamo fare secondo te per rendere questo mondo un posto migliore?”

Essere tenaci prima di tutto! Se una donna riesce a trascinare per 42Km un pneumatico di 8-10Kg qualunque altra prova può essere affrontata e portata a termine no?!
Ognuno di noi dovrebbe accettare delle piccole sfide quotidiane che io ho diviso in 4 livelli:

Livello 1 Riciclare materie plastiche come:

- Piatti e posate e bicchieri serviti nelle mense
- Sacchetti di plastica (anche quelli biodegradabili)
- Bottiglie di plastica

Livello 2 Riutilizzare sacchetti di plastica

- Utilizzate come sacchetti della spazzatura i sacchetti di plastica per alimenti che non usate più

Livello 3 Riparazione

-Imparate a riparare le cose e non gettatele via subito. Sul web si trovano molti tutorial per tutte le necessità

Livello 4 Richieste

- Richiedere ai Comuni di installare distributori d’acqua nei luoghi pubblici in modo che ciascuno di noi possa riempire la propria bottiglia riciclata
- Incoraggiare gli organizzatori delle Maratone a prendere in considerazione l’idea che ogni partecipante corra con la propria bottiglietta da riempire tramite appositi erogatori d’acqua presenti nei vari punti ristoro

"Cosa vuoi dire a tutti coloro che da oggi conosceranno la tua storia?”
“Che questi gesti presi singolarmente possono sembrare insignificanti ma collettivamente possiamo davvero rendere il nostro mondo un posto migliore.”

“Grazie Tyre Lady, alla prossima corsa.”

Se volete sapere di più su Tyre Lady visitate il suo sito tyregirl.com

Written by Frank
BROStoRUN

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