30/09/2015

SULLE TRACCE DI MARCO OLMO - prima parte

L’INCONTRO

Incontriamo Marco Olmo nel suo paese, Robilante, in un freddo pomeriggio di inizio primavera. Lui ci accoglie sorridente ed abbronzato, é rientrato da pochi giorni dalla sua ventesima Marathon du Sable. I suoi occhi azzurrissimi risaltano ancora di piú sulla la pelle ambrata. Ci sediamo su una panchina e iniziamo la nostra chiacchierata. Io sono emozionata, lui per me è un vero mito, ma vedo anche in lui un pochino di emozione mista a timidezza. Marco è un uomo semplice e umile, ha compiuto imprese immense, che porta con sè senza vanto. Anche per questo è un esempio. Parliamo della nostra comune passione, la corsa, e rompiamo il ghiaccio. Gli racconto del mio desiderio di cimentarmi in un trail, e lui mi racconta della sua storia di corsa. Marco corre, corre tutti i giorni, la mia percezione è che sia in simbiosi con il suo ritmo di corsa, mi sembra che per lui mettere un piede dietro all'altro sia una cosa naturale come respirare. Marco non è uno che corre, lui è nato per correre. Mentre parliamo diverse persone ci interrompono per fargli i complimenti, qui a Robilante Marco è una star, ma se glielo fai notare lui sorride e alza le spalle. Passiamo più di un'ora chiacchierando piacevolmente, e mi ragala un tesoro: la sua esperienza.



L’ ALLENAMENTO

F: Marco come ci si allena per un trail?
O: Io sono molto spartano, la corsa è correre! Prima di tutto devi correre. Se devi fare gara con più salite e discese, ti alleni su salite e discese; se la gara è in piano fai più allenamenti in piano. Io le ripetute non le ho mai fatte, e ormai non comincio più a farle. Sono dell’idea di correre per istinto, ad un’andatura che vada bene per te, ci pensa la corsa: ci sono le salite che ti fanno andare su il cuore e le pianure che ti fanno fare la falcata un po’ più lunga.
F: So che non hai un allenatore che ti segue.
O: Io mi sono sempre detto “tanto alle Olimpiadinon ci vado”, un lavoro ce l’ho, un capo ce l’ho già sul lavoro, se ne avessi uno anche dopo il lavoro per l’allenamento, la corsa sarebbe un altro lavoro, e allora… Io sono un po’ uno spirito libero, che non ama molto essere comandato.
E poi se le cose non vanno bene è troppo facile dare la colpa all’allenatore. Non fa per me.
F: Tu partecipi spesso a gare lunghissime, per cui non ci si improvvisa, bisogna essere ben prepararti. Come gestisci i tuoi allenamenti?
O: Corro, praticamente tutti i giorni per un’ora, un’ora e mezza. Più o meno una volta a settimana faccio un lungo, di 7/8 ore.
F: Tutti di corsa?!
O:No, come in gara, un po’ corri e quando la salita tira, cammini. Non c’è nessun fenomeno che corre tutto il Monte Bianco (si riferisce all’Ultra Trail du Mont Blanc ndr), o tutte le salite alla Marathon de Sable. Sono convinto che l’allenamento funziona, ma poi ci vuole il motore!


…TO BE CONTINUED


Written by Federica
“Avevo voglia di correre”
TAGS: campioni

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