30/09/2015

SULLE TRACCE DI MARCO OLMO - seconda parte

La seconda parte dell'intervista al grande Marco Olmo

SCARPE, ATTREZZATURA, RICOGNIZIONE.

F: Io non ho mai corso un trail, mi serviranno scarpe specifiche?
O: Le scarpe sono qualcosa di molto personale. Io ho vinto il Monte Bianco e due o tre Cro Magnon (Cro Magnon Extreme Race ndr) con una scarpa da Maratona. Io sono contrario a queste scarpe pesantissime. Ci sono molte correnti: c’è quello che dice “tanto io vado piano, ho bisogno di una scarpa protettiva e robusta”, quello che va forte invece ha bisogno di andare via leggero, con la scarpa protettiva va a finire che prende a calci i sassi! Io cerco una scarpa leggera, che ti permetta di andare via leggero, e che ammortizzi bene.
F: Altra grande differenza con la corsa su strada è lo zaino, non è una zavorra da portarsi dietro?!
O: A seconda delle gare l’organizzazione richiede k-way, kit di soccorso, telo termico, luce, telefonino… Mah, questo è un po’ il business del trail, devi avere molta attrezzatura, e per essere un po’ attrezzato rischi di spendere anche diverse centinaia di euro! Invece chi corre su strada ha bisogno di maglietta, pantaloncini e scarpe. Ma questi sono i regolamenti! Uno dovrebbe poter dire “Io so che impiego un certo tempo, e mi serve questo”, però se non lo impongono la gente non lo fa e viaggia leggera, e si rischiano incidenti, per questo hanno introdotto regolamenti severi. Come nelle scarpe, anche nell’attrezzatura io cerco leggerezza!
F: Sul tuo libro, Il Corridore, ho letto che ti capita di fare i sopralluoghi dei percorsi di gara con tua moglie, io che ho sempre corso su strada sono molto incuriosita!



O: Se uno ha la possibilità di vedere prima il percorso può servire, in ogni caso ti fai un’idea del percorso dall’altimetria, anche se non lo vedi sai cosa ti aspetta. Poi a volte è meglio saperlo, altre è meglio non sapere a cosa vai incontro! Alcuni percorsi, come quello del Cro Magnon, li conosco ormai a memoria, li faccio spesso in allenamento. Diversamente ho avuto mia moglie che mi ha fatto assistenza al Monte Bianco, ma non sono mai andato a vedermi tanto così prima della gara! Prima o poi andrò a farmi un giro, come fanno i turisti, per vedere i posti in cui sono sempre passato di notte, per vedere come sono, perché in realtà non li ho visti!

ALIMENTAZIONE E GESTIONE DELLA GARA

F: Marco tu corri trail anche molto lunghi, come gestisci l’alimentazione durante la gara?
O: Ormai è facile, c’è di tutto: dalle barrette, ai gel, alle gelatine… Bisogna provare, anche questa è una cosa molto personale. E’ un problema che hanno un po’ tutti, bisogna trovare il sistema giusto e non sbagliare alimenti, meglio qualcosa di facile da masticare, che non faccia stare gonfi o dia fastidio all’intestino. Io ho già anche mangiato il parmigiano in gara! Bisogna mangiare, la crisi di fame ti lascia stravolto che non riesci più ad andare avanti, nemmeno in discesa! Sulle gare lunghe, dopo la prima ora, io mangio ogni 40/45 minuti.
F: Io sono vegetariana, ho scoperto che anche tu sei vegetariano!(Molto interessante il passaggio nel libro Il Corridore, in cui Marco riconduce la scelta vegetariana ad una scelta di “leggerezza”, vi consiglio la lettura!)
O: Allora non mi chiederai: “e le proteine?!” (ci sorride). Qualcuno è riuscito anche a chiedermi “allora mangi solo carote?”…un momento, non sono una capra, carote magari non ne mangio per niente e sto bene lo stesso! Se togli la carne sembra che non ci sia più niente! La scelta vegetariana mi ha cambiato molto la vita, nel senso di vedere il mondo con occhi diversi, e spero di non tornare mai indietro! La mia dieta è ricca di carboidrati, le proteine servono poco all’adulto, quelle in eccesso fanno danni. Perché la gente è mal messa? Perché mangia troppe proteine!
F: Torniamo alla corsa! A livello di concentrazione immagino che correre in montagna non sia come correre su strada. E’ vero che la corsa su asfalto è molto mentale, ma ha il vantaggio di esser tutta in piano e su terreno costante, in montagna invece ci sono molte variabili in più!
O: C’è l’asperità del terreno! Se vai in crisi di zuccheri, perdi lucidità, non alzi più i piedi, inciampi e cadi. Bisogna rimanere concentrati sul percorso, avere la mente sempre presente. In montagna devi sempre stare concentrato sul sentiero e su dove metti i piedi, non ti godi tanto il paesaggio, dai un’occhiata con la coda dell’occhio.
F: Come gestire le salite in gara?
O: Quando c’è una bella salita, si cammina. Quando vedi che corri alla stessa velocità a cui cammini, conviene camminare, c’è meno spreco di energia. Su una corsa lunga non puoi andare fuori giri come su una corsa ad esempio da 40 minuti: se fai una bella salita tirata, o una bella discesa tirata, poi sei morto, e se ti mancano ancora 80/100 km… è meglio andare con i piedi di piombo, andare regolari fino alla fine, e poi raccogli i “cadaveri” man mano che prosegui, sennò sei tu il “cadavere” da raccogliere, e quando ti superano non è bello, meglio superare!
F: E l’altitudine?
O: Non è un problema, considera che nelle gare al massimo vai sui 2500 metri, chiunque un po’ allenato fino a 3000 metri non ha problemi, al massimo vai un po’ più piano e soffri un po’ di più. Io ho fatto una corsa nel 2009 in Marocco, avevo 61 anni, e sono arrivato a oltre 4000 metri, ripeto al massimo soffri un po’ di più! Non ho mai fatto grossi allenamenti in quota, né acclimatazioni, non penso che influisca così come dicono.

Grazie Marco, è stato un onore

Written by Federica
"Avevo voglia di correre"
TAGS: campioni

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