19/10/2015

QUANDO UNO STOP SI TRASFORMA IN UN' OPPORTUNITA' DI MIGLIORAMENTO

uomo in cima ad una montagna
Le difficoltà e i “momenti di crisi” che incontriamo nella vita come possono diventare delle opportunità di miglioramento?
Albert Einstein diceva che “la crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere 'superato'.”

Per uno sportivo anche amatoriale l’attività fisica ha una grandissima importanza sia in termini di tempo ad essa dedicati sia in chiave psicologica. Lo sport se praticato con costanza diventa una sfida con se stessi a migliorarsi, un ottimo modo per sfogare le proprie tensioni, una sorta di pillola naturale della felicità. Se si è abituati a dedicare un certo numero di ore a settimana o al giorno al proprio sport, l’essere costretti a fare uno stop forzato dall’attività a causa di un infortunio può diventare una condizione in grado di scombussolare il proprio benessere psicofisico. La corsa ad esempio è vissuta nella maggior parte dei casi come parte integrante della propria quotidianità, come mezzo non solo per allenarsi ma come una vera e propria necessità, come mangiare e dormire.

Come possiamo allora riuscire a sopportare un periodo di riposo forzato?
Per rispondere a questa domanda innanzitutto è importante guardare la situazione da un'altra prospettiva, lo stop non come situazione negativa ma come opportunità.
Andiamo a scoprire il significato della parola crisi.
“Crisi” in italiano ha assunto una valenza negativa ma se andiamo ad osservarne l’etimologia scopriamo che deriva dalla parola greca Krino che significa discernere, giudicare. Nel significato originale del termine “crisi” era quindi un momento di riflessione e valutazione, ambedue caratteristiche fondamentali per una più profonda presa di coscienza di sé e di conseguenza basi per un futuro miglioramento. Da qui deriva l’idea che uno stop dall’ attività sportiva da evento negativo può trasformarsi nella possibilità per potenziare alcuni nostri punti deboli.

Innanzitutto possiamo valutare il motivo del nostro infortunio, andando a capire se è stato causato da un trauma, da una modalità di preparazione errata ed eventualmente se è il caso di potenziare parti del nostro fisico deficitarie che possono avere provocato il problema.

Inoltre se non possiamo allenare il fisico possiamo utilizzare il tempo per allenare la mente, ricreando per esempio mentalmente alcuni momenti difficili che siamo soliti incontrare in una corsa e allenandoci ad affrontarli anche lontani dalla strada o dalla pista. Quello che possiamo fare è un vera e propria preparazione che giorno dopo giorno ci fortificherà e che ci aiuterà quando ricominceremo l’attività fisica a fare fronte ai momenti complicati di una competizione in un modo più proficuo.
Nello specifico la tecnica utilizzata, che è sempre anticipata da una fase di rilassamento, è quella della visualizzazione.

Atleti di primo livello dello sport mondiale hanno utilizzato e utilizzano queste tecniche per prepararsi nel miglior modo possibile ad una gara. Michael Jordan nella pallacanestro, Roger Federer nel tennis e Usain Bolt nella corsa sono tra gli esempi più famosi.

Ci sono tante aree che possono essere potenziate attraverso la tecnica della visualizzazione, dalla gestione delle situazioni ansiose, all’incremento dell’attenzione per alcuni gesti tecnici, alla focalizzazione sugli obiettivi da raggiungere, al superamento del famoso “muro” con il quale molti runners si scontrano durante una corsa di resistenza, ad un miglioramento della propria fiducia in se stessi come atleti.

Nei prossimi articoli andremo a vedere assieme quali sono le modalità per allenare da casa propria e rendere più forte la propria mente sia nel caso di un’impossibilità a svolgere un’attività fisica a causa di un infortunio sia come aggiunta alla preparazione fisica quotidiana.
Ricordiamoci infatti che la mente va anche dove il corpo non può.

Dott. Massimiliano Banda
Psicologo dello sport

COMMENTI: