06/02/2019

THE ORDINARY MAN

Ultrabalathon, Nove Colli Running, Ultra Milano Sanremo, Spartathlon, Asa Philippides Run, Badwater, Brasil 135. Le sette sorelle, le sette bellezze di Simone Leo.


Si perché Simone è diventato l’unico ultramaratoneta al mondo capace di portare a termine le 7 ultra più dure del pianeta e lo ha fatto tagliando il traguardo, lo scorso mese, della durissima Brasil 135 (rivelatasi poi di un chilometraggio superiore alle 135 miglia a causa di un errore degli organizzatori) gara di 225Km attraverso la giungla brasiliana, con 6000m di dislivello positivo, in 48h45’.




Avevamo avuto già modo di apprezzare questo fantastico atleta durante la durissima ASA e successivamente nella Badwater, ma questa volta Simone è voluto andare oltre. Come ci ha spiegato infatti prima di partire, questa è stata una gara piena di incognite a partire dal clima. La sua preparazione infatti si è svolta nell’inverno italiano mentre la gara si disputava in un paese in pieno clima estivo con un tasso di umidità altissimo e questo lo ha portato a preparare ogni minimo dettaglio non solo dal punto di vista tecnico ma anche e soprattutto mentale in modo da gestire le crisi e le difficoltà che sarebbero arrivate durante l’ultramaratona.

Dopo ASA e dopo la Badwater, Simone praticamente non si è mai fermato e questa sua costanza negli allenamenti ci ha portati a chiedergli:
“Hai corso tanti chilometri vincendo molte sfide alcune delle quali massacranti sia dal punto di vista fisico che mentale. Dove trovi la forza e gli stimoli per andare avanti e soprattutto per affrontare ancora gare del genere?”

“Non ho una ricetta ma quando mi pongo un obiettivo lo voglio portare a termine a tutti i costi. Avevo nel mirino la settima sorella, la gara che mi mancava per chiudere (unico al mondo) questa striscia delle ultramaratone più dure del mondo e ce l’ho fatta al primo tentativo. Una gioia immensa.”

“Proprio questo tuo farcela al primo tentativo ti ha fatto soprannominare “Killer” perché non sbagli un colpo, ma tu come ti definisci?”

“Negli Stati Uniti, dopo la Badwater, mi hanno definito The Ordinary Man, una persona normale capace di compiere imprese che non sono da tutti. Io invece dico sempre che se ce l’ho fatta io, ce la possono fare tutti. Fino a pochi anni fa ero una persona in sovrappeso che viveva sul divano, mentre ora corro le ultramaratone. La mia più grande vittoria è quella di essere fonte di ispirazione per tante persone che vogliono migliorare la propria vita attraverso la corsa e lo sport. Sì, io mi ritengo un “ordinary man”, una persona normale che però ci ha creduto e che ce l’ha fatta. Tutti possono raggiungere il proprio obiettivo se ci credono.”

“E ora? Un po’ di riposo?”

“Assolutamente no! Ci sono ancora troppi chilometri da percorrere e tanti traguardi da tagliare.”

“…e allora a presto campione!”



Written by Frank

BROStoRUN

COMMENTI: