18/07/2018

IL FUOCO DELLA PASSIONE

Lo avevamo lasciato con ancora nel cuore e nelle gambe l’impresa della ASA (Atene-Sparta-Atene 490Km) lo ritroviamo ora pronto per partire per una nuova grande avventura questa volta nella Valle della Morte.
217Km nella Valle della Morte, temperature proibitive, le scarpe sciolte dal sole, una delle ultramaratone più dure del mondo. L’ultramaratoneta Simone Leo è tra i 100 partecipanti provenienti da tutto il mondo che a fine luglio parteciperanno all Badwather Ultramarathon.


Simone, da dove nasce la voglia di questa nuova grande sfida?
Tutto nasce da quella che per me è stata la madre di tutte le gare: La Spartathlon. Dopo averla portata a termine sapevo che un giorno sarei partito per affrontare la Badwather con, nel mezzo, la durissima ASA che più di una gara è stato un vero e proprio corso di sopravvivenza.
La Badwater per me non è un voler alzare l’asticella ma il naturale prosieguo del mio percorso da ultramaratoneta. Ho voglia di avventura, la gara è l’ultima cosa e questa è una manifestazione che ti lascia qualcosa che ti porterai dentro per sempre.



Pochi mesi fa abbiamo parlato della tua grande impresa nella ASA e oggi siamo qui a raccontare un’altra gara molto impegnativa. Come ti sei preparato per un appuntamento del genere?
Dopo ASA ho deciso di fermarmi, è stata una pausa forzata. Poi, quando ho ricevuto l’annuncio che tra i 100 partecipanti della Badwater ci sarei stato anche io, ho messo nel mirino la gara e ho iniziato la mia preparazione. Era il 9 febbraio. Da lì tante gare e tanti chilometri a partire dalla 6 ore di Torino per arrivare a 245Km settimanali. Ho cercato di correre sempre nelle ore più calde non solo per simulare il più possibile le condizioni estreme in cui mi troverò, ma anche per capire la reazione del mio fisico e soprattutto capire come poter uscire dalle difficoltà. 

A seguirti in questa avventura ci saranno i membri della tua inseparabile crew che questa volta vedrà un componente molto particolare.
Sì, ad assistermi ci saranno due macchine: una “social” composta da Giacomo Leopoldo, Giuseppina Cicogna e Giorgio Zangrando che si occuperanno di riportare on line gli aggiornamenti della mia gara, mentre l’altra che mi darà appoggio logistico, sarà formata da Anna Cordero, Lucia Giordani, Ginluca Moreschi e il grande Giovanni Storti.

Giovanni Storti, grande appassionato di corsa, ti accompagnerà in questa avventura.
L’incontro che ci ha portati a questo punto è stato casuale. A dicembre il mio amico Gianluca Moreschi mi ha invitato ad una corsa alla Montagnetta di San Siro a Milano assieme ad altri amici. Tra loro c’era anche Giovanni che è un grande amico di Gianluca. In tutto eravamo in 5.
Ebbene mentre i tre che facevano l’andatura erano davanti, io e Giovanni siamo rimasti nelle retrovie e, correndo fianco a fianco, è stato lui a chiedermi di raccontargli della mia impresa di ASA. Era incuriosito dal fatto che ero riuscito a percorrere 490Km.
Quando poi ha saputo che avevo la Badwater nel mirino, si è subito offerto di aiutarmi dandomi supporto logistico in California tramite suoi amici e offrendosi di accompagnarmi perché quelle terre, da grande appassionato dei fumetti di Tex, lo avevano sempre intrigato.
Io ovviamente non ci potevo credere e da quel momento Giovanni è stato proattivo al massimo organizzando meeting operativi, spendendosi in prima persona per organizzare assieme agli altri la nostra trasferta e addirittura parlando di me (a mia insaputa) alla radio, ospite di “Caterpillar” su Radio2. Una persona davvero speciale, molto alla mano. Un runner come noi.

Quale obiettivo ti sei dato per questa Badwater?
Quello che mi dò sempre. Finire la gara e finirla bene. Spero di non incappare nel classico esaurimento da caldo, spero di finirla entro le 48 ore e soprattutto spero di divertirmi. Quando ho fatto il personale nella 100Km è stata l’unica volta in cui non mi sono divertito. Il tempo è relativo, io cerco l’avventura.

Un altro grande ultramaratoneta ti ha fatto l’in bocca al lupo per la tua Badwater, quel Marco Bonfiglio che l’anno scorso, in questa gara, arrivò secondo. Quali consigli ti ha dato?
La cosa che mi ha stupito è che un grandissimo campione come lui ha tanta stima di me. Mi ha detto che ho già la testa pronta per affrontare una gara del genere e che devo stare tranquillo perché porterò a casa anche questa medaglia. In realtà lui dimostra di essere convinto delle mie capacità quasi più di me.

Hai tanti tifosi che ti seguono e che faranno il tifo per te. Cosa vuoi dire loro?
Quando tante persone che non conosco si avvicinano a me e mi parlano da tifosi, mi sento sempre in imbarazzo. Non mi sento speciale o un supereroe. In realtà io dico sempre che se ce la faccio io, ce la possono fare tutti. E’ questione di impegno e determinazione.

Dopo la Badwater ti riposerai?
Non troppo…ho nel mirino la Brazil 135, la sorella della Badwater. 135Km di pura avventura!


…e allora continua a correre Campione!

Written by Frank
BROStoRUN
TAGS: campioni

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