09/04/2015

RUNNER HISTORY X

Mi hanno chiesto "Perchè corri?" io ho risposto "Perchè stai fermo?"

Un tempo la persona protagonista della prima domanda ero io. Ho praticato sport fin da ragazzino, prediligendo quelli di squadra e guardavo sempre con grande scetticismo quelli che macinavano chilometri correndo (per andare dove? pensavo) in solitaria nei sentieri di campagna o tra le strade di città. Mi chiedevo sempre quale fosse lo scopo di quella fatica tradotta dalle pieghe del loro volto. Voglio dire, quando segni un gol o un canestro il risultato è tangibile, ce l'hai lì, a portata di mano ma quando vai da un posto all'altro correndo una volta che arrivi, cosa ti resta? La fatica? Il sudore? Le vesciche?
Alcune persone sono fortunate perchè mantengono quel pizzico di follia che hanno tutti quando nascono e che il mondo là fuori cerca di soffocare. I runner sono tra quelle..



La vita ad un certo punto mi ha portato a scegliere, come fa prima o poi con tutti. Vuoi restare seduto o vuoi alzarti ed iniziare a correre? Ho scelto la seconda opzione.
Ho iniziato per caso, quasi per gioco. Pochi minuti, pochi chilometri, i primi dolori al petto, il bruciore in gola, le gambe pesanti. Ma in tutto questo c'era qualcosa che mi affascinava, notavo che proseguendo con gli allenamenti, non solo il fisico rispondeva sempre in modo diverso migliorando ma che iniziavo a conoscere sfumature di me stesso che non avevo mai incontrato prima. Tutto questo aumentava al crescere delle distanze percorse. I sentieri venivano battuti dai miei piedi e percorsi dai miei pensieri.
 
Sì perchè vedete, cari amici, la corsa è qualcosa di folle che parte dal cuore e che viene gestita dalla testa, è una dimensione nuova, inesplorata perchè parla al tuo essere più intimo attraverso il tuo battito, il tuo respiro e ti dice che sei vivo, che sei padrone di te stesso e che tutto questo nessuno mai te lo potrà portare via.
Da quando pratico questo sport, anzi questo stile di vita, faccio sempre riferimento alla frase di Mauro Covacich "Il maratoneta è un samurai senza spada" che racchiude in sè l'essenza della corsa: disciplina e autodeterminazione. 

Ora quando gli altri mi rivolgono la fatidica domanda "Ma tu, perchè corri?" io rispondo "Perchè sono vivo, perchè respiro, perchè penso, perchè amo"

Cari BROS, tante strade ci aspettano in futuro, probabilmente saranno tortuose e in salita ma se riusciremo a mantenere quella scintilla, quella follia che è in noi, queste non saranno mai pericoli da evitare ma opportunità da cogliere, perchè correre non significa semplicemente andare velocemente da un posto all'altro ma godersi il viaggio della vita.

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