31/03/2014

OCCHIO ALLA STRADA, LA PROPRIOCEZIONE E LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI - parola al fisioterapista

Madre natura ci ha fornito di un tipo di sensibilità meno conosciuta ma importantissima: la sensibilità propriocettiva.

Questa sensibilità permette al nostro sistema nervoso di avere delle informazioni precisissime e in tempo reale di tutto il corpo riguardo il movimento (velocità, forza direzione e accelerazione), la posizione nello spazio ed i cambiamenti che avvengono nei nostri muscoli, nelle articolazioni e nei tendini. Questo non avviene solo quando facciamo sport, ma in ogni momento della nostra vita quotidiana.

La propriocezione ha il compito di controllare la corretta esecuzione dei movimenti o del gesto atletico e di intervenire, attivando reazioni di difesa, in caso di eventi imprevedibili potenzialmente dannosi.
Questo tipo di sensibilità fa parte di un complesso sistema che coinvolge diverse parti del nostro corpo (orecchio interno, occhi) e del nostro sistema nervoso (propriocettori: organi sensitivi specializzati, midollo spinale, cervello e cervelletto) controllando, non solo ogni movimento da noi effettuato, ma anche l’equilibrio e la postura.

Ma come facciamo ad allenare questo sistema?

La pratica è molto più semplice della teoria.
La sensibilità propriocettiva può essere allenata da un insieme di esercizi il cui obiettivo è migliorare l’utilizzazione, da parte del sistema nervoso, dei segnali provenienti dal corpo e, nel nostro caso, dei segnali derivanti dagli arti inferiori. In questo modo otterremo un miglioramento del controllo dell’equilibrio, della postura e delle articolazioni interessate dal gesto atletico.

L’allenamento propriocettivo è fondamentale per:
1. il gesto sportivo: migliora il controllo del gesto atletico e dell’equilibrio;
2. la prevenzione degli infortuni: migliora il controllo muscolare e articolare, riduce i tempi di reazione (riflessi) in caso di situazioni potenzialmente pericolose e riduce le eccessive sollecitazioni articolari derivate da stimoli propriocettivi insufficienti o inadeguati;
3. il recupero completo post traumatico: ripristina i segnali nervosi, i riflessi e il controllo muscolare danneggiati in seguito all’infortunio.

La gamma di esercizi proposti per allenare la propriocezione è infinita, dai più semplici in scarico (da seduti) tramite l’utilizzo di diverse superfici (ghiaia, erba, sabbia, palline, bottoni, tavolette di legno, superfici morbide etc.); ai più complessi in carico (stazione eretta) in appoggio monopodalico, a occhi chiusi o utilizzando piani basculanti (tavolette di legno, dischi di gomma, superfici morbide, fitball, trampolini, etc.) alle più tecnologiche pedane basculanti computerizzate. Il mondo di internet è ricchissimo di proposte, anche molto divertenti. Quello che non dobbiamo dimenticare e che l’allenamento propriocettivo, come tutti i tipi di allenamento, deve seguire la giusta progressione in termini di difficoltà, intensità e tempi di esercizio e deve essere eseguito in modo costante.


‘Prevenire è meglio che curare’

Dott. in Fisioterapia
Orthopaedic Manipulative Therapist - OMT
Enrico Ferigutti

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