24/08/2015

MUSICA SI’ O MUSICA NO? IL DILEMMA DEL RUNNER

corridore che corre con gli auricolari
Basta passeggiare per strada per notare due “tipi” di corridori, quelli che non possono fare a meno delle cuffiette e quelli che le lasciano a casa più che volentieri considerando la musica solo una fonte di fastidio alla propria attività.

Ma la musica aiuta nella corsa oppure no?

Nel 2007 l’ Associazione degli Stati Uniti di Atletica Leggera ha fatto scalpore quando ha vietato l’uso di mp3 e simili apparecchi nelle competizioni per tutti gli atleti, anche a livello di amatori. In realtà il divieto, poi sospeso per gli atleti che non competono per la vittoria, non è quasi mai stato applicato del tutto sia per la difficoltà oggettiva a rintracciare i dispositivi audio di ultima generazione sempre più piccoli sia per le proteste dei runners amanti del connubio corsa e musica che si rifiutavano di accettare una simile proibizione.

Il dibattito rimane sempre vivo.

In uno studio della Brunel University il dottor Costas Karageorghis ha evidenziato come ascoltando una musica adatta si può migliorare la propria performance anche del 10%. È stato dimostrato che stimoli esterni come la musica, riducono la percezione dei propri limiti fisici, aiutano a raggiungere maggiori distanze e medie di velocità superiori. Inoltre la musica migliora il proprio umore, diminuisce la sensazione di fatica e aiuta a fare entrare il runner in una sorta di situazione ottimale. Cimentarsi in un’attività di resistenza immergendosi nella playlist preferita permette di assaporare una “realtà” tutta propria, che a seconda della scelta musicale può diventare energetica come rilassante. Oltre all’incremento di performance c’è anche da dire che molti runners non avrebbero iniziato mai a cimentarsi nella corsa senza la musica.

La musica è quindi la soluzione giusta? Non per tutti.

Per i “puristi” del running infatti il suono dei piedi sul terreno e il proprio respiro costituiscono tutto il necessario per godersi la corsa.
Correre senza musica dà infatti la possibilità di immergersi completamente nell’ambiente circostante; se si è in mezzo alla natura permette di sentirne i suoni, se si corre in gara, consente di gustare appieno l’esperienza di gruppo. In una società caotica come quella attuale, la possibilità di assaporare l’esperienza di stare con se stessi e di dedicarsi interamente al momento che si sta vivendo senza altre distrazioni, acquista sempre maggiore valore in quanto piuttosto rara. L’essere concentrati sul proprio corpo permette attraverso l’allenamento di conoscerlo sempre di più, di capire quali sono i momenti di fatica, di raggiungere una consapevolezza migliore su quando è meglio fermarsi o su quando si può pretendere di più da se stessi. Senza considerare il fatto che, per chi è solito allenarsi in città, avere i 5 sensi ben vigili può evitare spiacevoli incidenti di percorso.

Il dibattito sulle musica e la corsa e sui vantaggi che la musica può fornire, deve anche prendere in considerazione il fatto che gli atleti di elite che competono per la vittoria non solo non possono, pena la squalifica, utilizzare la musica in competizione, ma l’ascoltarla non sarebbe neppure utile, in quanto il focus attentivo deve essere completamente rivolto alla gara, al suo andamento, alle strategie da intraprendere e al controllo dei feedback fisici del proprio corpo.

La corsa è il simbolo della libertà, appena se ne ha la possibilità si può correre quando si vuole e con chi si vuole. Non servono mezzi particolari, non servono terreni speciali, basta solo la propria passione.
Proprio per questo ritengo che ogni corridore abbia il diritto di godersi la corsa come meglio ritiene, che sia ascoltandosi le canzoni preferite o gustando appieno le sensazioni del proprio corpo.

Cosa ci sarebbe di male a seconda della situazione o della voglia del momento a poter alternare alcune corse con la musica ad uscite senza?
Anche questa possibilità di scelta è simbolo della libertà che solo la corsa può regalarci.

Dott. Massimiliano Banda

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