19/11/2015

LE REGOLE BASE DEL RUNNER

corridori in partenza
Sei al trentatreesimo chilometro di una maratona, i muscoli delle gambe fanno male, le caviglie non ne parliamo, i pensieri sono sempre più annebbiati, hai una gran voglia di raggiungere il traguardo ma l’arrivo pare in un altro continente.
All’improvviso un corridore, vedendoti in difficoltà, si accosta a te e ti dice con grande sicurezza “Non ti preoccupare se sei stanco, da ora in poi è tutta questione di testa!”.

È proprio così? Certo la condizione fisica e l’allenamento sono fondamentali nel running ma anche l’approccio mentale ha un gran peso. Spesso infatti è proprio quest’ultimo l’ago della bilancia che ti consente di finire o di non finire una gara, che ti aiuta nel superare una crisi, che ti dà la giusta motivazione per migliorare sempre le tue prestazioni.

Quali sono le regole base per avere un approccio mentale che ti aiuta in tutto ciò? C'è sia la  tecnica di corsa fisica sia quella mentale. Andiamo a vedere le strategie che ci propone la psicologia dello sport.

Il dialogo interno

Immaginatevi di affrontare uno di quei momenti che non augurate neanche al vostro peggior nemico nei quali ogni metro superato è come scalare una montagna. In queste situazioni i pensieri che vi passano per la testa possono essere “Non ce la farò mai!”, “Ma chi me l’ha fatto fare”, “Ogni passo è una sofferenza!”, “Le gambe mi fanno troppo male!”. Solo leggendo queste frasi ci ricordiamo delle sensazione negative correlate e ci sentiamo già più stanchi e sfiduciati. È importante invece anche nella difficoltà utilizzare il nostro pensiero per darci carica ed energia. Innanzitutto i pensieri negativi possono essere bloccati con altri pensieri. A volte basta anche solo concentrarsi su qualcosa d’altro, il rumore dei propri passi, il respiro, l’atleta che sta correndo di fronte a noi per uscire dal vortice di un pensiero negativo. Altre volte possiamo utilizzare delle frasi che ci diano forza. Ma che caratteristiche devono avere queste frasi? Pensate alla frase “Non pensare alla fame!”. Potrebbe essere una frase che fa al caso nostro? Assolutamente no! innanzitutto precedere la frase con un “non” ci dà la sensazione di doverci difendere da qualcosa, mentre noi dobbiamo puntare ad accrescere la nostra fiducia, in secondo luogo parlare della fame cosa ci può fare tornare in mente? La fame stessa!
Quindi nelle frasi positive cerchiamo di non inserire il problema che ci affligge in quel momento ma diamoci la giusta carica con frasi come “Ce la posso fare!”, “Sono forte!”, “Accetto la sfida e la supererò!”, “Ho già raggiunto questa meta ed anche oggi ce la farò!



Sapersi porre degli obiettivi

Che sia una gara o un allenamento è importante non fare le cose a caso ma porci degli obiettivi.
Come devono essere gli obiettivi?
Se ci poniamo come obiettivo quello di correre una maratona ma a un mese dalla gara riusciamo a malapena a fare 10 km è un obiettivo realistico? Assolutamente no!
Se stiamo per correre una mezza maratona, siamo ben allenati e stiamo fisicamente bene e ci poniamo come obiettivo quello di portarla a casa senza alcun interesse per un miglioramento in termini di prestazione, è un obiettivo motivante? Per niente!
Questi due aspetti ci dicono già due caratteristiche fondamentali per gli obiettivi, ossia quello di essere realistici, con il giusto allenamento devono essere alla nostra portata, e quello di essere motivanti, devono darci lo stimolo ad impegnarci, solo se la meta ci affascina saremo disposti ad impegnarci realmente per raggiungerla.
Un altro consiglio è programmare le proprie attività.
Facciamo un esempio.
Siete in allenamento e vi state preparando per una maratona. Dovete fare il lungo dei 30 km e i vostri soliti compagni di corsa vi hanno tirato pacco il giorno prima. Per riuscire a portare a termine nel modo migliore il vostro allenamento vi consiglio di pianificarlo prima della partenza, per anticipare con la vostra testa il percorso che farete con le gambe successivamente, sapendo quali luoghi attraverserete e le caratteristiche del tragitto. Una delle cose peggiori quando si è stanchi ma si vuole terminare una sessione di allenamento di resistenza è infatti proprio quella di correre a caso, solo per portare a casa i km necessari. Questa poca chiarezza mentale e il non avere dei punti fissi da raggiungere si ripercuote anche nella gestione della fatica facendoci perdere lucidità. Questo non vuole dire che è sempre necessario essere dei corridori ragionieri ma che a volte “progettare” la propria corsa può aiutare.

Sorridere

Corpo e mente sono sempre connessi e uno condiziona l’altro e viceversa.
Il sorriso è presente in noi da quando siamo nati ed è uno di quei gesti innati nell’essere umano, indica contentezza, felicità, gioia. Da quando eravamo piccoli ogni volta che sorridiamo ci riappropriamo di queste sensazioni positive.
Fate questa prova: mettetevi in piedi di fronte ad uno specchio, ora cercate di ricreare questa figura: spalle basse, braccia a penzoloni, testa leggermente verso il basso, sguardo triste. Come vi sentite? Certamente il vostro corpo non comunicherà niente di buono alla vostra mente.
Invece testa alta, sguardo sicuro, spalle aperte, un gran sorriso rimandano immediatamente alla vostra testa una sensazione di sicurezza e felicità.
Il linguaggio del corpo non potrà influenzare del tutto la vostra gara, ma se i momenti di difficoltà di una competizione sono associati ad una gestualità negativa rischiate di vederli aumentare sempre di più. Se state passando un momento di crisi durante la vostra corsa non abbassate la testa, invece di guardare per terra guardate in avanti, verso la vostra meta e sorridete, vi accorgerete che pur nella fatica qualcosa cambierà.

Massimiliano Banda
Psicologo dello sport

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