01/12/2017

LA METATARSALGIA NEL PODISTA

Il running è uno sport che spesso diventa per chi lo pratica una vera e propria “droga”, in quanto una volta rotto il fiato, diventa un piacere dedicarsi per almeno un'ora al giorno ad un allenamento di corsa all’aperto, sfidando a volte anche condizioni meteo proibitive.

Ogni runner, sia esso professionista o amatoriale, sa bene che gli strumenti con cui eseguire tale pratica sportiva sono appunto i piedi, e proprio per la loro resistenza spesso vengono sottovalutati, sollecitandoli all’inverosimile, magari con scarpe ormai consumate, o con allenamenti oltre il normale.

Oggi assieme a
David Di Segni fisioterapista dell’ Mdm Fisioterapia studio che si trova a Roma, che da anni si occupa di trattare con successo problematiche al piede come Tallonite, Spina calcaneare, Fascite Plantare e oggi di una patologia molto invalidante come la Metatarsalgia.

Cosa è la Metatarsalgia

Con questo termine si intende un dolore che si localizza alla base di uno o più metatarsi del piede, ovvero la zona situata alla base delle dita. Questa struttura anatomicamente ha il compito di sorreggere anteriormente le volte plantari e scaricare durante la corsa tutto il peso.
Risulta chiaro come sulla base di piccole ossa, gravi tantissimo peso e come la struttura debba essere perfetta, pena l’instaurarsi di un dolore anteriore al piede.
Le cause di un dolore metatarsale possono essere di natura:

Traumatica: un trauma diretto, o indiretto, su strutture adiacenti come caviglia ginocchio o anca, possono determinare una modificazione delle angolazioni di lavoro articolare, determinando un sovraccarico

Posturale: è forse la causa più frequente ed è legata ad uno squilibrio generale che porta al sovraccarico sul piede

Indiretta: calzature non adatte o consumate, un terreno troppo duro, dei plantari consumati..



Quali sono i sintomi?

Il sintomo principale è certamente il dolore localizzato anteriormente al piede, più frequentemente tra il primo e il secondo dito. Il runner avverte un dolore simile ad un livido, che fuori carico può assomigliare anche ad un bruciore.
Il dolore si accentua al mattino, durante la flessione del piede. Nei casi iniziali dopo alcune centinaia di metri il dolore sembra scomparire, tanto che il runner spesso riesce a terminare il proprio allenamento. Dopo circa un'ora il dolore diventa insopportabile e spesso spinge il soggetto ad assumere antinfiammatori per diminuire la sensazione di dolore.

Come comportarsi se si avverte un dolore anteriore al piede?

Nel caso di un episodio, sporadico, tentare di fare mente locale alla ricerca di un fattore che possa aver scatenato il fastidio (tipologia di percorso, durezza del fondo di allenamento, tipologia di scarpe, ecc ecc) ma se il fastidio tende a ripresentarsi, è bene non trascurare il campanello di allarme e prendere immediatamente delle contromisure corrette.

Interrompere immediatamente gli allenamenti è probabilmente la scelta più saggia, per non peggiorare e tendere ad una cronicizzazione del problema.
Il primo esame utile è una normale lastra Rx, che metterà in evidenza se sono presenti eventuali fratture da stress (in caso di dubbio, si dovrà procedere con una risonanza magnetica).
Sarà quindi importante contattare un medico specialista che tramite la visione degli esami, e una accurata visita clinica, dovrà fare diagnosi di metatarsalgia.

Solo a quel punto sarà chiaro che un intervento di un bravo fisioterapista, potrà portare beneficio e sollievo ad una zona in sovraccarico.
L’intervento fisioterapico dovrà procedere su due binari che devono essere paralleli:

Allontanare l’infiammazione: mediante terapie come onde d’urto, tecar, e laser ad alta potenza, oltre ad una magnetoterapia Cemp.. oltre a potenziare le strutture muscolari e tendinee, con esercizi specifici e propriocettivi

Lavorare sul comparto posturale: si procederà con una rieducazione posturale alla ricerca di un nuovo equilibrio per bilanciare l’appoggio e non sovraccaricare la zona.

Proprio questo aspetto deve essere considerato la vera e propria cura, in quanto focalizzarsi esclusivamente su l'infiammazione senza curarne la causa potrebbe essere il motivo di tanti insuccessi, e lunghe cure senza risultati tangibili.
Solo dopo aver riequilibrato la postura, potrebbe essere necessario riprendere le attività di running mediante un percorso mirato, cercando di non forzare subito, ma procedendo in maniera progressiva. In accordo col fisioterapista posturologo, potrebbe essere necessario pianificare l’utilizzo di solette personalizzate per scaricare e distribuire il peso in maniera equa, ma sempre dopo almeno un ciclo di rieducazione posturale, mai prima, per non falsare il risultato finale.

Conclusioni

Ritengo che questa frequente attività sia davvero molto sottovalutata, e purtroppo nella mia pratica clinica trovo spesso fenomeni di cronicizzazione semplicemente perché si è sottovalutato il problema e si è tentato di curare mediante rimedi naturali, o non contestualizzati ad un percorso riabilitativo completo. Ricordiamoci che è meglio interrompere allenamenti per 2 settimane, piuttosto che trovarsi con un dolore insopportabile che può lasciare le scarpette da running nell’armadio anche per diversi mesi, se non curato in maniera adeguata.

Buona corsa a Tutti

David Di Segni fisioterapista
https://www.mdmfisioterapia.it/collaboratori/david-di-segni/

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