26/07/2016

L'APPROCCIO DEL RUNNER: guida pratica

Una semplice guida in cui vengono analizzate (stile Super Quark) le tipologie di esemplare di maschio adulto (dal punto di vista anagrafico perché sulla testa ci sarebbe da aprire un capitolo a parte) che ogni runner di sesso femminile potrebbe incrociare durante le sue uscite.

IL LUMACONE

Questo è sicuramente il runner più comune. Trattasi di esemplare che, soprattutto in questa stagione, alla vista di top, scollature e pantaloncini corti inizia a secernere involontariamente la classica bavetta da allupato tracciando sull’asfalto una scia stile lumaca. Non approccia mai, tira sempre dritto anche se il suo sguardo sembra quello di uno degli X-Men e alla fine della sua corsa, utilizza la scia riprodotta per ritrovare la strada di casa come un provetto Pollicino.

OTTOBRE ROSSO

Questo runner ha una caratteristica molto particolare: il famoso collo a periscopio. Quando incrocia una runner entra in modalità “sommergibile sovietico durante guerra termo nucleare” e il suo collo inizia ad effettuare delle rotazioni talmente innaturali da far rabbrividire persino la bambina de “L’esorcista”.
Non gli sfugge mai alcun dettaglio, dal colore dell’elastico per capelli che la runner di turno ha usato per farsi la coda, al nodo del laccio della scarpa. Peccato che il suo gesto atletico finisca rovinosamente contro il palo della luce di cui regolarmente non si accorge.

MR. “U”

Questo runner durante la sua vita ha percorso chilometri e chilometri ma tutti a “U”. La sua condanna sono le continue inversioni che è costretto a fare appena incrocia una runner mettendo a repentaglio le proprie rotule sottoposte a continui cambi di direzione. E’ l’unico runner che riesce a mandare in tilt qualsiasi tipo di GPS perché non ci capiscono nulla neppure loro.


LA FINTA LEPRE

Questo runner, appena vede una runner di suo gradimento, ha il vizio di accodarsi fingendo di cercare una lepre per cadenziare la sua corsa. In realtà l’unica cadenza che segue è il ritmo delle natiche della malcapitata che corre davanti a lui e che, nella maggior parte dei casi, va più forte costringendolo a fermarsi rantolando dopo 2Km. Chiude la sua corsa paonazzo, cercando di recuperare fiato, disperato mentre il fondoschiena che lo trainava si perde per sempre all’orizzonte.

IL SIMPATICONE

Questo runner cerca l’approccio in qualsiasi momento con qualsiasi ritmo di corsa. La runner di turno sta facendo un allenamento veloce magari con cambi di ritmo? Se lui la punta non ha scampo. Si affianca e inizia a farle domande talmente stupide che lei capisce subito che è in pieno debito d’ossigeno e che il sangue non gli arriva più al cervello. Nonostante tutto riesce a seguirla per tutta la durata dell’allenamento tanto che, per liberarsene, lei è costretta a correre il suo PB che mai avrebbe fatto nella vita. La sua presenza, per molte runner, potrebbe rivelarsi stimolante.
Quando si corre anche l’ormone corre. La cosa accade soprattutto a noi runner che sappiamo benissimo di essere grandi amatori (non ascoltate chi sostiene il contrario) ed è palese la differenza tra le runner (che anche quando allungano lo sguardo per scannerizzare il corridore di turno che incrociano, sono bravissime a non farlo notare e anzi mantengono un’aria da “non ho tempo da perdere mi sto allenando”) e i runner che, non riescono a nascondere neppure la minima reazione.

E’ inevitabilmente più forte di loro. Lo hanno detto anche a Super-Quark.

Written by Frank

Immagine Juan Pablo Salulini
BROStoRUN

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