29/01/2018

CORRERE VERSO LE PROPRIE RADICI (progetto Kad' Seoul Marathon)

“Sono mamma, moglie e maratoneta: ho sempre sognato di poter correre la distanza regina a Seoul, la città che mi ha vista nascere e in cui ho vissuto i primi quattro anni della mia vita prima di essere adottata in Italia.

Ma non voglio farlo da sola: sono un "lupo solitario", ma ho imparato che a volte il branco fa la differenza: insieme si può ed è anche più bello.
Il prossimo 18 marzo sogno di correre la Seoul International Marathon insieme ad altri koreani adottivi da tutto il mondo: per riappropriarci di parte delle nostre radici attraverso la fatica e i valori universali dello sport, creando legami importanti.”

Passiamo le nostre vite alla continua ricerca di noi stessi, lo facciamo quotidianamente e la maggior parte delle volte anziché trovarci, ci perdiamo in quello che è il caos della nostra routine. Quando però riusciamo a fermarci e a capire come guardarci dentro, allora è lì che iniziamo a conoscere.
A Kim è successo proprio questo e sembra strano ma, il momento in cui è riuscita a fermarsi e capire si è verificato grazie alla corsa.
Nam Soon Kim D’Amato è nata a Seoul in Corea del Sud e lì ha vissuto fino all’età di 4 anni quando è stata adottata da una coppia di italiani. Una infanzia serena grazie all’amore e alle cure dei suoi genitori adottivi, non è tuttavia riuscita a placare quella sua costante ricerca delle proprie radici.



“Kim com’è stato il tuo rapporto con il tuo Paese d’origine?”
“Un rapporto all’inizio conflittuale. Volevo chiudere con un luogo che mi aveva ferita e mi sono fatta letteralmente assorbire dal Paese che mi aveva adottata: l’Italia.
Andando avanti con gli anni però, sentivo dentro di me un richiamo. Le mie radici mi cercavano e io le volevo conoscere. Nonostante l’affetto dei miei genitori adottivi, dentro di me sentivo che mi mancava qualcosa e quel qualcosa lo avrei potuto trovare solo nel mio paese d’origine. Ero figlia di due mondi e, nonostante uno lo volessi allontanare, faceva comunque parte di me.
Così iniziai a vivere la Corea. Ci sono periodi dell’anno che vivo là solo per il piacere di trascorrere del tempo nel mio paese natale. Nel 2000 poi, ho girato tutta la Corea del Sud in bicicletta con 50 kg di bagaglio, sparandomi con il mio compagno 1600 km in 3 settimane! Un’avventura.

“Mamma, moglie e maratoneta. Così ti definisci.”
“Sì, io sono tutte e tre le cose. L’essere madre poi è stato il mio riscatto. Quando vieni adottato, senti sempre e comunque che ti manca qualcosa. E’ qualcosa di profondo, come una ferita silenziosa che sta lì e che sai che ci sarà sempre. Il fatto di essere mamma mi ha aiutata a rimarginare questa ferita perché riesco a dare ai miei figli tutto, compreso quel qualcosa che invece è mancato nella mia vita.”

“…e maratoneta. Quanto è importante la corsa per te?”
“La corsa per me è fondamentale! Ho corso la mia prima Maratona a Milano, nell’aprile del 2011, in una giornata torrida che ha segnato definitivamente quello che sarebbe diventato il mio percorso sportivo futuro. Lì è nato un amore che è ancora più vivo che mai, e che mi ha portata a correre, ad oggi, poco più di una decina di maratone: Venezia e Firenze più di una volta, la maratona dell’Unesco, ma anche Berlino, Reggio Emilia e Verona. Ognuna, a modo suo, ha lasciato il segno, regalandomi sempre la voglia di rimettermi in gioco.
Io mi definisco un “lupo solitario” perché sono una testarda e perché difficilmente riesco a lavorare in gruppo e la corsa in questo senso mi rappresenta perché è uno sport solitario dove puoi contare solo su te stessa anche se…”

“…anche se sa essere uno sport aggregante ed è proprio da qui che nasce il tuo progetto”

“Proprio così. Nella continua ricerca di me stessa e delle mie radici, ho pensato che anche molte altre persone come me potevano avere questo desiderio anzi, questa necessità di conoscere. Così ho pensato che il modo migliore sarebbe stato quello di riunire altri coreani adottati come me, sparsi per il mondo, e di correre insieme la Maratona di Seoul.
All’appello hanno risposto dagli Stati Uniti e da varie zone d’Europa. Sarà un ritorno a casa.
Sarà una sfida nella sfida e abbiamo avuto già numerose testimonianze a sostegno del progetto. Abbiamo anche una nostra pagina Facebook tramite la quale si potranno seguire passo dopo passo le tappe di avvicinamento a questa avventura.”

Noi di BROStoRUN lo faremo sicuramente e invitiamo tutti i nostri lettori a seguire Kim e gli altri maratoneti al seguente link

https://www.facebook.com/events/1711102818939976/permalink/1774720079244916/


In bocca al lupo!

Written by Frank
BROStoRUN

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