20/09/2015

SONO UN ULTRAMARATONETA E NON LO SAPEVO - la storia di Ivan Cudin

Amo la corsa, la amo alla follia perché è uno dei pochissimi sport o forse l’unico in cui grandi gesta al limite dell’umano risiedono nella semplicità di persone all’apparenza comuni ma che hanno dentro di sè una forza straordinaria.

L'INCONTRO

Ivan Cudin è una di queste persone. La sua simpatia, la sua disponibilità a raccontarsi ci hanno fatto conoscere l’aspetto umano del Superman delle ultramaratone: campione europeo della 24 ore e vincitore della Spartathlon nel 2010-2011-2014 con ottimi risultati ottenuti anche nelle 100km e nelle gare di 24 ore nazionali e internazionali. Per noi appassionati di corsa sentire le storie delle sue gare dalla sua voce è stato come per un bambino conoscere Babbo Natale. Restavamo a bocca aperta nell’ascoltare le sue imprese epiche attraverso i piccoli paesi della Grecia dove, al suo passaggio, le donne anziane gli porgevano il basilico come segno portafortuna o nel pensare a quelle oltre 23 ore di corsa ininterrotta verso il piede della statua di Re Leonida o ancora nell’immaginare lo stato del proprio fisico dopo aver consumato oltre 20mila calorie (il fabbisogno energetico di una settimana per una persona normale).



L'INIZIO

Ma cosa scatta nella testa di un uomo che decide di spingersi oltre il limite? La straordinarietà della risposta è rinchiusa nella semplicità della storia di Cudin. Ivan era un ragazzo che, come molti della sua età, giocava a calcio. La sua avventura calcistica però si concluse molto presto a causa di un grave infortunio al ginocchio che compromise la sua carriera e che lo portò a lasciarsi andare fisicamente arrivando a pesare oltre 90kg. Il giorno in cui il suo medico gli disse che avrebbe dovuto iniziare a fare un po’ di moto per scongiurare l’insorgere di problemi cardiocircolatori, Ivan decise di iniziare a correre per cercare di rimettersi in forma. La sua vita cambiò quando, durante una delle sue uscite, incontrò un runner di 70 anni che, dopo uno scambio di battute , gli disse: “Sai, quest’anno farò una 100km”. “Se ce la può fare lui a 70 anni, ce la posso fare anche io. Mi iscrivo” pensò e dal quel momento iniziò a formarsi il grande atleta che tutti conosciamo. Quella gara portata a termine con fatica, correndo e camminando ma senza mai fermarsi fino alla fine fu il principio di tutto. Dopo allora infatti, Ivan si iscrisse ad un’altra gara di ultramaratona dove fece registrare uno dei quattro migliori tempi a livello nazionale sulla lunghissima distanza nonostante il giorno prima fosse stato investito da un’auto e durante la corsa addirittura attaccato da un cane! E’ davvero il caso di dire che gli inconvenienti e le sorprese per un’ultramaratoneta sono sempre in agguato.

QUESTA E' SPARTATHLON!

La gara che però lo ha consacrato in assoluto tra gli dei dell’ultramaratona è sicuramente la Spartathlon, la competizione di 246km che ripropone la storica corsa del messaggero greco Filippide che il nostro Ivan è stato capace di vincere per ben tre volte, l’ultima nel 2014 (quest’anno vi parteciperà da campione in carica). Una distanza impensabile, al limite dell’umano e probabilmente anche incomprensibile per noi comuni mortali, ma mentre ascoltavamo il suo racconto di quella corsa al di là del tempo, quasi metafisica, abbiamo visto nei suoi occhi una forza e una consapevolezza proprie di chi è riuscito a trovare intimamente sé stesso. Un runner sa che la fatica molte volte è la migliore compagna di viaggio che si possa desiderare, semplicemente perché è capace di aprire un dialogo con il proprio io, quello che molte volte non sappiamo neppure di avere ma che è lì e aspetta di essere trovato ed è quello che ci fa scovare il nostro posto nel mondo. La bellezza di Ivan è proprio questa. Quando lo guardi, quando lo ascolti, capisci di trovarti di fronte ad una persona che ha trovato il proprio posto nel mondo perché quando corre in solitaria, quando soffre senza arrendersi non vorrebbe essere da nessun’altra parte e non vorrebbe fare nient’altro se non correre.

Sono un ultramaratoneta e non lo sapevo ma quando l’ho scoperto ho capito di essere nato per correre. Questo è Ivan Cudin.



Written by Frank
BROStoRUN
TAGS: campioni

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