29/11/2017

IO SONO LEGGENDA

Due anni fa abbiamo conosciuto per la prima volta la sua storia. Un malato di cancro con metastasi cerebrali e polmonari con il sogno nel cassetto di correre la Maratona di New York. Una follia? Forse, ma la sua storia ci appassionò così tanto da volerlo contattare per farcela raccontare di persona. Intitolammo quella intervista “La folle corsa di Leonardo” e da quella chiacchierata, nacque un’amicizia vera e sincera con una persona che ci cambiò per sempre la vita.

Nel 2016 Leonardo Cenci corse per la prima volta la Maratona di New York diventando l’unico atleta italiano malato di cancro ad aver concluso i 42,195Km della Grande Mela in 4:27’57’’ superando il record di Fred Lebow che corse con un tumore la stessa gara nel 1990.

Da allora Leonardo è diventato ambasciatore dell’Umbria, testimonial CONI, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana e soprattutto esempio di vita, di coraggio, di tenacia perché come dice lui “Del cancro non bisogna avere paura ma avere il coraggio di vivere.”

Quest’anno Leonardo ha deciso di andare oltre e di essere ancora più “folle”. Per la seconda volta infatti ha corso e concluso la Maratona di New York diventando l’unico atleta al mondo ad aver corso 2 maratone con un cancro in atto! Al suo rientro dagli States con quella medaglia al collo che brilla più di qualsiasi altra, lo abbiamo chiamato per fargli sentire tutto il nostro affetto e per farci raccontare dalla sua voce le emozioni di questa incredibile impresa.



“Leonardo questa volta l’hai combinata grossa. Se prima eri nella storia ora sei diventato una leggenda.”
“E’ un’emozione incredibile, tutta la settimana di avvicinamento lo è stata. Sono arrivato negli Stati Uniti e ho portato la mia storia che ha appassionato e toccato molte persone tanto da volermi lì anche il prossimo anno. La gioia più grande poi è stata quella di festeggiare il mio compleanno accolto dall’Ambasciata Italiana a New York in qualità di ambasciatore dell’Umbria. Giornate indimenticabili.”

“La gente ti ha trasmesso tutto il suo calore e il suo affetto ma so che c’è una persona in particolare che ti è stata molto vicina negli ultimi giorni prima della gara”
“E’ così, questa persona è la mia oncologa. Con lei ho vissuto un percorso bellissimo di grande sintonia tanto che durante la settimana a New York non eravamo più paziente e dottore ma semplicemente Leonardo e Chiara. La sua presenza è stata fondamentale non solo dal punto di vista medico.”

“La preparazione quest’anno è stata un po’ complicata, molti impegni come Presidente di Avanti Tutta ONLUS, ideatore delle Oncolimpiadi, Ambasciatore dell’Umbria e di Assisi, testimonial CONI e poi c’è sempre lui, quell’ospite indesiderato con il quale sali sul ring ogni giorno della tua vita. Come hai affrontato tutto questo?”
“Con il mio preparatore Risi ho deciso di affrontare lo stesso percorso di allenamento dell’anno scorso. Sapevo di essere più stanco e più carico di impegni, così ho deciso di allenarmi con lo stesso metodo con cui ho preparato la mia prima maratona di New York e ha funzionato. Anzi ho migliorato di oltre 20’ il mio precedente risultato!”

“La gara appunto. Cos’hai provato quando tagliato il traguardo, hai visto il tuo tempo di arrivo?”
“Appena tagliato il traguardo ho letto 4:55. Così ho iniziato a guardarmi in giro cercando qualcuno che riuscisse a darmi il tempo esatto di arrivo in quanto sapevo di essere partito da una griglia lontana. 4:06’16’’ non ci potevo credere, avevo frantumato il mio precedente record, ce l’avevo fatta.”

“La forza di ciò che sei è anche la forza del tuo messaggio.”

“Con questa mia impresa ho voluto dimostrare al mondo che non bisogna avere paura del cancro perché è una malattia con cui si può convivere. Non bisogna lasciarsi abbattere dalla vita ma reagire e combattere.”

Vogliamo chiudere con le parole che hai scritto su Facebook dopo la tua grande impresa:
“Dedico questa mia impresa a tutti i malati che lottano ogni istante per la propria vita, sperando di offrire loro un messaggio di speranza e di consapevolezza che nulla è impossibile se ci si crede veramente. Lottare sempre, resistere, mantenere il controllo e forza di volontà. Sono questi gli alleati migliori da mettere obbligatoriamente in campo quando si porta addosso una croce come il cancro. Con questa vittoria spero di lanciare un forte messaggio di speranza e di dimostrare al mondo intero che è possibile avere un cancro e non sentirsi e credersi malati.

Grazie ad ognuno di voi per il grande affetto”

Grazie a te Campione, ti vogliamo bene.

Written by Frank

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