10/11/2017

OLTRE I LIMITI... DELL'APPARENZA

“Ciao Luisa, non sono qui per parlare della tua bellezza o di quanti ammiratori tu possa incontrare lungo le tue corse. Siamo runner e badiamo al sodo. Con te vorrei parlare di corsa, di chilometri e di obiettivi, insomma di te.”
“Era ora!”

Questo è l’inizio della mia intervista a Luisa Betty o meglio conosciuta come “Lady Run”. L’avrete sicuramente vista in tante gare dalle mezze maratone alle ultramaratone (soprattutto) perché Luisa è una che non si ferma mai. Grinta, tenacia e soprattutto schiettezza sono le caratteristiche che la contraddistinguono e così mi sono fatto raccontare da lei la sua storia di runner.

“Luisa la domanda è d’obbligo, com’è nato il tuo amore per la corsa?”

“Non è stato un amore a prima vista, anzi. A scuola una delle materie che non sopportavo era l’educazione fisica e cercavo sempre una scusa per poter saltare l’ora di lezione. Tutto questo fino all’età di 16 anni. Poi mi sono avvicinata allo sport intraprendendo però il percorso di personal trainer dove per me la corsa era l’ultimo anello della catena. Da qui è iniziato un periodo molto difficile, fatto di disturbi alimentari e un forte dimagrimento tanto che anche il mio ruolo di personal trainer stava perdendo di credibilità. Fino al giorno in cui una ex atleta maratoneta della mia città decise di coinvolgermi in un gruppo di corsa. Provai, mi piacque e la corsa diventò la mia terapia.”

“Da lì iniziarono le prime gare, i primi chilometri e le prime soddisfazioni”

“La prima gara fu una 10Km, la affrontai per provare a cimentarmi in questo sport per me sconosciuto. Ci presi talmente gusto che successivamente affrontai una 15Km e, nel 2009, a 20 anni la mia prima Maratona chiusa in 3 ore e 29’, poi il personale in 3h11’07’’.
Avevo trovato la mia dimensione. La corsa mi aiutò a riequilibrarmi psicologicamente e fisicamente in quanto finalmente avevo l’esatta percezione del mio corpo e notavo che più aumentavano le distanze, più questo benessere diventava più forte. Ero fatta per le ultramaratone.”

“Hai iniziato a misurarti fin da giovanissima sulle lunghe distanze. Questo significa avere una grande resistenza mentale oltre che fisica”
“Ho la fortuna di avere un fisico che recupera molto velocemente e questo mi permette di misurarmi sulle maratone e ultramaratone.
Queste sono le mie distanze che da sempre mi trasmettono bellissime sensazioni perchè mi permettono di restare parecchie ore con me stessa in una dimensione introspettiva che mi ha da sempre aiutata lungo tutto il mio percorso di crescita, come atleta e come donna.
Sia chiaro, non sono ossessionata dalla corsa. Questa per me è uno splendido contorno capace di completare la mia vita. Molti mi chiedono consigli su come affrontare delle gare così impegnative ma io ci tengo a precisare che non sono un allenatore e che non voglio rubare il lavoro a nessuno, men che meno alle persone qualificate che fanno questo di mestiere. Non basta correre per insegnare a correre.



“Eccoci dunque al tuo grande amore, quelle lunghe distanze durante le quali ti ritrovi con te stessa. Com’è iniziato?”
“La mia prima ultra è stata la mitica 100Km del Passatore un anno dopo la mia prima maratona. Decisi di affrontarla con un mio amico tesserato nella mia stessa società e decidemmo di portarla a termine senza assistenza. Fu un vero e proprio viaggio non solo fisico ma anche mentale, me la sono davvero goduta chiudendola anche con un tempo di tutto rispetto: 11h 50’. Mi convinsi sempre più di essere portata per queste distanze e così dal 2013 corro una maratona o ultramaratona a settimana. In 5 anni sono arrivata a quota 230 ma non chiedermi i chilometri totali perché mi perderei nei calcoli.”

“Sei una donna forte, tenace e coraggiosa. Non hai paura di affrontare sfide al limite, l’ultima è stata quella di portare a termine 10 maratone in 10 giorni. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere?”
“Una donna non deve snaturarsi né rinunciare alla propria femminilità anche quando fa attività intense od estreme. La corsa porta con sé messaggi estremamente positivi ed è capace di aiutarci a tirare fuori il meglio da noi stessi. Amo sempre citare Nelson Mandela: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Esso ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno. Parla ai giovani in una lingua che comprendono. Lo sport può portare speranza dove una volta c’era solo disperazione.”
Io amo lo sport per questo motivo, quello vero, quello pulito.”

“Grandi sfide ti aspettano nel futuro ma anche nell’immediato. Quali sono i tuoi progetti?”

“Sono stata di recente protagonista di “Oltre il limite” una trasmissione che andrà prossimamente in onda su Italia 1, durante la quale ho avuto il piacere di correre al fianco di Massimiliano Rosolino, una persona davvero eccezionale per disponibilità e umiltà. Non posso svelare oltre in quanto invito tutti a guardarla, però posso anticiparvi che ci troverete delle belle sorprese.

A margine della Maratona di Venezia poi sono stata avvicinata dalla grande Giusy Versace che mi ha proposto di correre per la sua ONLUS che vuole dare sostegno ai disabili e questo per me è un grande motivo di orgoglio. Correre per me è una cosa bellissima ma farlo per lanciare anche un messaggio forte come questo, beh, mi riempie il cuore di gioia.
Per quanto riguarda le ultra invece, nel 2018 affronterò la 9 Colli e la Race Across Puglia di 300Km. Le sfide non mi mancano”

“Siamo arrivati alla conclusione della nostra chiacchierata. Come immaginavo in te c’è molto di più di ciò che appare a chi si vuole fermare solo al tuo aspetto fisico. La “sostanza” di runner c’è e anzi può essere da esempio per molti. L’ultima domanda è quella classica che amo fare: come vuoi intitolare questa intervista?”
“A me piace sfidare i miei limiti e andare oltre. Come dici tu, molte persone non lo fanno nei miei confronti perché si fermano all’apparenza. Ecco, questo è il titolo giusto. Uno sprone per andare oltre i limiti dell’apparenza.”


Grazie Lady Run, ci vediamo on the road.


Written by Frank

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