08/01/2018

IL FILO DELLA VITA

“L’hai sentita la scossa?”
“Loris è incredibile, l’ho sentita!”
“Benvenuto…”


C’è un filo sottile che lega le vite di noi runner. Possiamo avere idee politiche, credi religiosi, orientamenti sessuali, tutti diversi e incompatibili tra loro ma quando ci ritroviamo sulla strada, a condividere gli stessi chilometri, la stessa fatica e le stesse gioie, ci riscopriamo uguali, uniti da quel filo invisibile che ci attraversa i cuori e che ci fa ridere, piangere e abbracciarci con quelli che sono stati fino ad una attimo prima perfetti sconosciuti e che in quell’attimo diventano i nostri migliori amici.
E’ la potenza e la magia della corsa. Una potenza che ho sperimentato personalmente, provando una di quelle esperienze che ti cambiano la vita grazie al mio amico, l'atleta paralimpico Loris Cappanna e ai suoi atleti guida.



Loris è un atleta che la vita un giorno ha deciso di mettere a dura prova, privandolo a 30 anni della vista. Dopo anni in cui, come dice lui, ha conosciuto l’inferno, ha deciso di risollevarsi e di trovare nella corsa proprio quell’arma di riscatto tramite la quale riappropriarsi delle sue giornate per ricominciare a vivere. Da quel giorno non si è più fermato, si è laureato Campione Italiano di Maratona e Mezza Maratona paralimpiche ed è diventato un esempio soprattutto per i più giovani, ai quali porta spesso la sua testimonianza all’interno delle aule scolastiche.

Di recente sono andato a trovarlo a casa sua, a Forlimpopoli, in occasione della nascita della sua Associazione “Non ho paura del buio” ed è stato proprio lì che Loris ha deciso di farmi un grande regalo: essere la sua guida durante un allenamento.
Gli atleti non vedenti infatti, corrono legati alle proprie guide per mezzo di un cordino che indossano al polso, stabilendo così una sincronia nel gesto atletico unica.
Dieci chilometri, questa è stata la distanza coperta durante l’allenamento. I dieci chilometri più emozionanti e “pieni” della mia vita. Siamo partiti in cinque, io ero in mezzo al gruppo guidato da Loris e da Stefano che in quel momento gli faceva da guida. Ad un certo punto, passato il primo chilometro, mi sento chiamare “E’ il tuo momento, infila al polso il cordino e guidami”. Ero titubante, non sapevo se sarei stato all’altezza di questa responsabilità. Poi mi sono deciso.
Ho allungato il passo per prendere lo stesso ritmo di Loris, ho infilato il cordino al polso e…

“L’hai sentita la scossa?”
“Loris è incredibile, l’ho sentita!”
“Benvenuto…”

…una scossa elettrica ha attraversato il mio corpo, da lì un brivido lungo le braccia e le gambe e l’energia che veniva scambiata tra noi attraverso quel magico pezzetto di spago. Loris continuava a correre sicuro, era lui quasi a guidarmi con passo certo e deciso lungo quella strada corsa decine di volte durante i suoi allenamenti. Mi limitavo a dargli qualche indicazione sul terreno quando scosceso o sulla direzione delle curve da prendere, ma la realtà era che a darmi sicurezza ci pensava lui.
“Dai che stai andando alla grande. Sei un’ottima guida, tra un po’ aumentiamo il ritmo”
In quel momento mi prese una bellissima strana sensazione, mi sentivo sospeso nel tempo e correvo senza fatica, senza pensare al respiro, al battito o alla cadenza del mio passo. Ero un tutt’uno con tutti i miei compagni di corsa, sconosciuti fino a un attimo prima, amici ora.
Tutti loro mi raccontavano che essere guida è qualcosa che va al di là del gesto atletico sincronizzato, è una vera e propria affinità a livello mentale ed emotivo. Il legame che si è creato tra Loris e questi ragazzi è speciale, di amicizia fraterna e di grande fiducia in quanto tutti sanno di poter contare l’uno sull’altro e la mia grande fortuna è stata che per 10 Km anche io ho fatto parte di questa splendida famiglia.
Alla fine dell’allenamento Loris ha voluto che tenessi per me il cordino, non solo come ricordo di quella incredibile esperienza ma anche come simbolo di un legame forte che ci accompagnerà per tutta la vita.
Quel cordino ora è lì, a casa mia, a ricordarmi che la vita può essere crudele e allo stesso tempo meravigliosa e che bisogna sempre avere il coraggio di alzare la testa e tenere aperto il cuore perché non sai chi o cosa potrai mai incontrare lungo il tuo cammino.
E’ questo l’insegnamento di Loris, di un semplice pezzo di spago e di tutte le sue guide.

C’è un filo sottile che lega tra loro tutti i runner e quando prende la forma di un cordino, il legame è indistruttibile.



Written by Frank
BROStoRUN

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