31/08/2015

I LIMITI A VOLTE SONO SOLO BARRIERE MENTALI

donna che fa stretching
Tra i benefici della corsa c'è sicuramente quello di aiutarci a vedere i nostri limiti non più come vette insuperabili ma come barriere mentali che possono essere scavalcate.
Sarà capitato almeno una volta a tutti di pensare che un qualcosa sia irraggiungibile. Negli sport di resistenza come nella corsa può capitare di sentire frasi come “quella distanza è troppo per me!”, o “quel tempo al km è uno scoglio insormontabile!”. Poi quasi per magia, a risultato raggiunto, lo stesso obiettivo cambia completamente valore, ci accorgiamo improvvisamente che quello che sembrava così lontano da noi ora è completamente in nostro controllo.

La psicologia dello sport infatti ci insegna che spesso i limiti che abbiamo rispetto a quello che possiamo o non possiamo fare, non sono altro che autoconvinzioni che letteralmente ci bloccano e inibiscono la nostra performance.

La storia sportiva è piena di vicende che confermano quanto detto.
Emblematico quello che è successo per il record del miglio (circa 1.600 metri). La comunità scientifica al tempo aveva sentenziato che per le caratteristiche fisiche dell’ uomo sarebbe stato impossibile correre quella distanza sotto i 4 minuti. Nessuno fino ad allora ci era mai riuscito.

Quando tutti quelli che hai attorno ti dicono che una cosa non è possibile quanta fiducia nel riuscirci puoi avere? Direi non molta..; non hai nessuno da prendere come esempio e mentalmente vedi un muro insormontabile davanti a te.

Ma cos’è successo? Il corridore Roger Bannister nel 1954, fu il primo uomo al mondo che riuscì a coprire di corsa la distanza di un miglio in meno di quattro minuti ribaltando le convinzioni dell’epoca . Questa potrebbe essere già una storia affascinante, ma ciò che è più interessante avvenne dopo.
Nell’anno successivo, decine e decine di corridori in tutto il mondo corsero il miglio sotto in 4 minuti.

Cosa ci insegna questa storia?
La convinzione che un obiettivo è raggiungibile fornisce la giusta determinazione ad allenarsi per ottenerlo e una maggiore fiducia nelle proprie capacità.

Anche se l’obiettivo non è fare un nuovo record del mondo, cambiare il proprio approccio mentale e riuscire a vedere la possibilità ad arrivare alla propria meta è il vero segreto per esprimere risorse e potenzialità che spesso non si pensa nemmeno di possedere.

Dott. Massimiliano Banda
Psicologo dello sport

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