09/04/2014

I FALSI MITI DELLA CORSA, L'ALLENAMENTO PROPRIOCETTIVO - parola al fisioterapista

1. Nella corsa non è necessario l’allenamento propriocettivo!

FALSO

È vero che attività sportive caratterizzate da cambi di direzione, salti e situazioni imprevedibili sono più soggette ad infortuni (calcio, rugby, basket, pallavolo, etc). Questo non esclude che stanchezza, distrazione, asperità della strada o altri corridori distratti e inesperti siano fattori di rischio sufficienti per eventuali infortuni.

2. Non servono la ghiaia, i bottoni o rimanere fermo su un piede, Io Corro!!

FALSO

Tutti i runners, una volta sono stati principianti. Gli esercizi più semplici servono ad allenare progressivamente una sensibilità spesso trascurata. Questo è il punto di partenza per ottimizzare un’abilità fino a permetterci di rendere sempre più difficile l’allenamento ed integrare questi esercizi nei gesti tecnici relativi alla propria attività sportiva.

3. Non ho avuto nessun trauma, non serve che mi alleni!

FALSO

Il motivo principale nell’allenamento propriocettivo è la prevenzione, quindi perché non ridurre al minimo il rischio d’infortunio inserendo qualche esercizio nella sessione di training. Pensare ‘Se mi fossi allenato prima…’ non è mai piacevole.
Inoltre un maggior controllo della muscolatura, della postura e dell’equilibrio rende il gesto atletico più armonico ed efficiente con grande impatto sulla performance. Inoltre alcuni studi hanno evidenziato una riduzione dell’artrosi e dei danni a cartilagini e legamenti in atleti che effettuavano l’allenamento propriocettivo.

4. Non ho più dolore, posso riprendere l’allenamento!

FALSO

Il dolore caratterizza solo in piccola parte l’infortunio. Il recupero completo comprende altri elementi (movimento, forza, propriocezione, etc.) che devono essere valutati e rieducati per ottenere il recupero completo e ripristinare il gesto atletico. Il recupero non ottimale di uno di questi aspetti può aumentare il rischio di recidive o essere causa di patologie alle articolazioni vicine compresa l’anca e la zona lombare.

5. Io ho subìto uno strappo muscolare, la propriocezione non è il mio caso!

FALSO

Tutti gli infortuni richiedono un periodo di rieducazione propriocettiva. Distorsioni, fratture, interventi chirurgici a caviglie, ginocchia, anche e lesioni muscolari, legamentose o articolari portano un danno della sensibilità e una riduzione dei segnali propriocettivi inviati dalla zona lesionata al cervello. Ogni parte del corpo deve inviare delle informazioni propriocettive in modo corretto e rapido per essere efficiente.

6. Ho subìto una distorsione (caviglia o ginocchia), sono esperto faccio da me!

FALSO

Il consulto medico o fisioterapico è il primo passo per un recupero rapido e completo. Per quanto esperto, l’atleta non è a conoscenza di tutti gli aspetti e le sfumature che caratterizzano un infortunio, dal più lieve al più grave. I tempi di recupero e il decorso clinico sono sempre diversi da persona a persona. L’occhio esperto di un professionista saprà guidare sulla giusta strada riabilitativa ogni atleta.
Chi ben comincia è a metà dell’opera!!


‘Prevenire è meglio che curare’


Dott. in Fisioterapia
Orthopaedic Manipulative Therapist - OMT
Enrico Ferigutti

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