27/02/2016

UN AMORE LUNGO 100 CHILOMETRI Intervista a Giorgio Calcaterra

Quando si parla di Giorgio Calcaterra, si parla dell’essenza della corsa: il più grande ultramaratoneta italiano di tutti i tempi. Tre ori e due bronzi nei Mondiali della 100Km di ultramaratona su strada, dieci volte campione della 100Km del Passatore, nel 2000 stabilisce il Record Mondiale di maratone corse sotto le 2H 20’ ricevendo un prestigioso riconoscimento da Runner’s World. Un amore infinito per la corsa che accompagna la sua vita fin da bambino e che Giorgio ha voluto raccontare nel suo ultimo libro, una sorta di diario che uscirà a maggio dal titolo “Correre è la mia vita”.
La grandezza di un atleta non si misura solo dalle sue gesta ma anche dal suo animo e Giorgio Calcaterra, quando lo abbiamo contattato per proporgli questa intervista, non ha esitato un istante a darci la sua disponibilità per fare una “chiacchierata”, come con un vecchio amico, sulla corsa e sulla vita dimostrando una volta di più di essere un Campione con la “C” maiuscola.

L’INTERVISTA

“Correre è la mia vita” è la storia d’amore di Giorgio Calcaterra con quella che lui stesso definisce la sua migliore amica, una storia che dura da 34 anni e che non è ancora giunta al capolinea, anzi, ne siamo certi, scriverà ancora pagine meravigliose.

“Giorgio, com’è nata l’idea di questo libro?”
“L’idea è nata assieme all’amico Daniele Ottavi che mi ha proposto di scrivere un “diario” di questi 34 anni di corse, dagli esordi fino ad oggi. Ho conosciuto Daniele circa un anno e mezzo fa in un modo abbastanza singolare. Un giorno fui contattato dalla sua ragazza che voleva fargli un regalo di compleanno particolare: una corsa tra le vie di Roma assieme al sottoscritto. Io logicamente accettai molto volentieri (mi voleva addirittura pagare ma mi rifiutai perché correre è un divertimento) e così venni a sapere che Daniele era un mio grande fan e che conosceva tutta la mia storia sportiva. Da lì iniziò l’amicizia prima e la collaborazione poi che mi hanno portato a decidere di raccontare in un libro la mia vita di ultramaratoneta.”

“Una passione nata 34 anni fa e che non ha ancora deciso di affievolirsi.”
“Nella mia vita ho avuto una grande fortuna: mio padre, una persona eccezionale. Come tutti i bambini provai a misurarmi in diversi sport dal nuoto al calcio passando per il judo ma nessuno riuscì ad appassionarmi. Un giorno mio padre, che mi lasciò sempre libero nelle mie scelte perché era convinto che solo io potessi trovare la mia strada, mi iscrisse ad una stracittadina non competitiva che si teneva a Roma. Era il 14 marzo del 1982. Corsi con grande emozione e quando lui mi vide arrivare al traguardo sorridente e colmo di felicità mi disse: “Questa è la tua strada.” Da quel giorno iniziai ad allenarmi e non smisi più di correre. Mi ero innamorato.”



“Un amore che ti ha portato ad essere l’ultramaratoneta italiano più forte della storia. Tre Mondiali vinti, dieci volte campione del Passatore, Recordman di maratone corse sotto le 2H e 20. Dove vuole ancora arrivare Giorgio Calcaterra?”
“La realtà è che non ho mai cercato nulla ma ho sempre corso solo per divertirmi ed è lo stesso motivo per cui ancora oggi continuo a farlo. Non mi considero “uno forte”, ci sono atleti soprattutto africani molto più veloci di me, io faccio quello che posso cercando sempre come prima cosa di divertirmi. Quando iniziai a correre le maratone prima e le ultramaratone poi, molti dei miei amici mi rimproveravano. Mi dicevano che ero pazzo a sottoporre il mio fisico a sforzi del genere, che se fossi andato avanti così mi sarei logorato e avrei nel tempo pagato le conseguenze in modo molto serio. Ricordo le parole di mio padre: “Giorgio – disse – ascolta pure i consigli di tutti quanti ma alla fine decidi sempre e solo con la tua testa.” Feci proprio così. Corro da 34 anni e sto bene. Direi che ho preso la decisione giusta no?!”

“Direi proprio di sì. Tutti noi tifosi abbiamo ben fisse nella mente e nel cuore le tue imprese ai Mondiali dei 100Km e le 10 vittorie del Passatore. Molti di coloro che ci seguono si stanno preparando per la Firenze – Faenza. Cosa gli vuoi dire?”
“In un’intervista alla mia prima 100Km dissi che non la vedevo come una gara ma come una impresa ed ero talmente nervoso e spaventato che durante la preparazione feci addirittura un lungo di 84Km! Quando però mi ritrovai ad affrontarla mi accorsi che non era come me l’avevano descritta e mi divertii perché capii che anche quella era una corsa. La mia migliore prestazione nella Firenze - Faenza è di 3’51’’ al Km ma voglio dire a tutti quelli che la correranno che lenti o veloci ne vale sempre la pena, anzi ti dirò che quelli che la chiudono dopo molte ore fanno uno sforzo maggiore e sono da ammirare per la loro tenacia.”

“Il libro racconta le tue molte corse ma c’è un episodio in particolare che ti piace ricordare?”
“I ricordi sono tutti bellissimi e ogni corsa è stata importante per me, tuttavia uno degli episodi più particolari è stato quello vissuto alla Maratona di Roma 2015. Quel giorno mi ero ripromesso di correrla due volte perché, dopo aver tagliato il traguardo, volevo raggiungere l’ultimo ed accompagnarlo fino in fondo. Contro ogni mia aspettativa chiusi la gara al nono posto assoluto e, contro ogni mia aspettativa, fui sorteggiato per l’antidoping. “Benissimo - pensai - visto che mi scappa riempio la provetta ed immediatamente riparto” magari fosse andata così! Non riuscii a riempire del tutto la provetta e dovetti aspettare un’ora e un quarto prima di completare l’operazione. Fatto ciò ripartii ma per recuperare il tempo perso fui costretto a tenere un ritmo sostenuto e quindi la mia idea di correre la seconda parte con un po’ più di calma fu subito scartata. Alla fine come ben sapete raggiunsi l’ultimo classificato e lo accompagnai al traguardo, fu una bella emozione.”

“Correre è la tua vita, lo ripeti più volte ma oltre a questo cosa significa per te correre?”
“Il titolo del libro in realtà è un omaggio a mio padre e a quello che mi ripeteva sempre ovvero che la corsa è vita. Correre per me è qualcosa che scalda il corpo e l’anima. Sono un freddoloso per natura e quando ho bisogno di calore esco a correre e devo dire che questo è un metodo infallibile, ma poi mi accorgo che, mentre lo faccio, a scaldarsi non è solo il corpo ma anche la mia anima, il mio cuore. Ricordo poi che durante una edizione della Roma – Ostia vennero distribuiti i pettorali con la frase “Correre è…” e ogni partecipante doveva completarla con quello che la corsa rappresentava per lui. Io scrissi: La corsa è…la mia migliore amica. La corsa è una compagna fedele, è sempre pronta a sorreggerti e ad aiutarti a superare i momenti tristi della vita, ma sa anche rendere ancora più grandi e speciali quelli felici. Ecco, per me la corsa è tutto questo, è la vita, la mia vita.”

“Grazie Campione.”

Il libro sulla vita di Giorgio Calcaterra è acquistabile on line al seguente link http://correreelamiavita.it/

Written by Frank
BROStoRUN

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