19/10/2015

FATTORI DI RISCHIO PER GLI INFORTUNI NELLA CORSA, FRA CREDENZE E VERITA' - parola al fisioterapista

L’incidenza degli infortuni è risultata essere preoccupante, variando dal 19% fino a raggiungere il 92% a seconda della popolazione studiata e dal tipo di infortunio considerato.

In generale, le lesioni hanno un’eziologia multifattoriale, in altre parole molto spesso la causa non è unica ma legata a diversi aspetti della corsa. Comunemente i fattori maggiormente correlati a lesione sono risultati essere legati alla tecnica di corsa, al programma di allenamento e a precedenti infortuni.



Una maggior comprensione e consapevolezza delle opinioni, delle credenze e degli studi scientifici riguardanti gli aspetti della prevenzione, è indubbiamente connessa al miglioramento dei comportamenti e delle abitudini d’allenamento che possono influire positivamente riducendo il rischio d’infortunio.
Alcuni ricercatori hanno indagato quali fossero le convinzioni e le conoscenze di podisti amatoriali riguardo i fattori di rischio e i metodi più efficaci di prevenzione.
Tra i fattori più importanti secondo i podisti troviamo: lo stretching, il riscaldamento, la scelta corretta delle scarpe, l’eccesso di allenamento e i limiti corporei. Approfondiamo questi aspetti.

Lo stretching

Il fattore primario associato agli infortuni dai podisti sembra essere la mancanza di stretching. Infatti molti pensano che lo stretching prima o dopo l’allenamento possa prevenire gli infortuni, mentre l’evidenza scientifica smentisce questa convinzione. Uno studio recente ha evidenziato l’assenza di relazione tra fare o meno stretching e la frequenza degli infortuni. L’obiettivo dello stretching dovrebbe essere incentrato non tanto sulla prevenzione, ma sulla performace migliorando l’estensibilità muscolare e il range di movimento delle nostre articolazioni per facilitare e aumentare l’efficienza del movimento atletico.

Warm up

È definito come il periodo di esercizi preparatori per migliorare la successiva fase di allenamento o competizione. Questa fase incrementa la temperatura corporea determinando una significativa riduzione della viscosità ed un aumento dello scorrimento dei tessuti, riducendo così il rischio di infortuni. Il riscaldamento deve essere costituito dalla corsa a ritmo progressivo, andature o esercizi funzionali di tecnica ed esercizi sport-specifici (es. scatti, allunghi).

Scarpe

Molti podisti pensano che senza scarpe appropriate alla tipologia del proprio piede c’è un maggior rischio di infortunio. Questo concetto riguarda soprattutto la mancanza di ammortizzazione, il drop e l’eccessiva usura delle scarpe. Attualmente non c’è evidenza scientifica sulla relazione nella scelta della scarpa in base alla tipologia di piede e la riduzione del rischio di infortuni. Uno studio di 1 anno non mostra differenze in tempi, prima del primo infortunio, utilizzando diversi tipi di scarpa (pronatore – supinatore) comparate con le neutre. Tre studi su larga scala non mostrano differenze rispetto agli infortuni nei podisti che utilizzavano scarpe neutre, stabili o correttive in base al tipo di piede e chi, invece, utilizzava scarpe stabili indipendentemente della tipologia di piede.
Attualmente quindi l’opinione scientifica per cui le scarpe possano influenzare il rischio di infortuni sembra essere maggiormente influenzata dalle campagne di marketing e risulta in contrasto con l’evidenza scientifica.

Eccessivo allenamento

È riconosciuto come il principale fattore di lesione e d’infortunio. Quando eccessiva, la corsa come altri sport, può causare danni al corpo comportando un sovraccarico delle strutture, dolore e interruzione dei programmi d’allenamento. Inoltre molti podisti considerano solo il lato positivo della corsa senza considerare i rischi e le necessarie precauzioni. Seguire un programma progressivo con un controllo rigido del volume, intensità e considerare il riposo come parte dell’allenamento è la migliore strategia di prevenzione. Molte persone vedono il riposo come una perdita di allenamento, ma il riposo è parte dell’allenamento.

Limiti del corpo

I limiti del proprio corpo sono individuali e unici e conoscerli e rispettarli sono dei fattori di prevenzione d’infortunio soprattutto nel caso in cui sia presente dolore.


Dott. in Fisioterapia
Orthopaedic Manipulative Therapist - OMT
Enrico Ferigutti

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