23/08/2015

SI VIVE PER CORRERE MA SI PUO' ANCHE CORRERE PER VIVERE

Se si chiedesse ad un runner qualsiasi quale sia secondo lui la relazione tra vita e corsa nessun dubbio, la risposta sarebbe una sola "Io vivo per correre".

Shane James con la sua incredibile storia ci racconta un'altra verità cioè che correre ti può rendere la vita migliore o addirittura salvartela. Il calvario di Shane iniziò il giorno in cui crollò sul pavimento in preda alle convulsioni sotto lo sguardo della sua ragazza, morso da un atroce mal di schiena. Dopo una serie di esami i medici gli diagnosticarono un patologia molto rara (un caso su un milione) denominata "sindrome dell'uomo rigido" "stiff-man" che porta all'irrigidimento del torace, delle anche e di tutta la postura, il tutto aggravato da lancinanti dolori.


Poichè l'incidenza della malattia è molto bassa è definita "orfana" in quanto studiata e conosciuta poco, di conseguenza anche i rimedi sono scarsi. L'unica strada tracciata dai medici fu quella di controllarne il più possibile i sintomi cercando la sopravvivenza tramite una cura a base di benzodiazepine che portò Shane ben presto alla depressione.
Casualmente un giorno arrivò la svolta.

Shane si accorse che, mentre correva, gli spasmi, i sintomi e i dolori di questo suo fardello non solo venivano controllati ma addirittura cessavano di esistere. Da quel giorno decise di correre per vivere: 400km alla settimana, 20.000km all'anno.
Tanti, tantissimi, forse troppi ma il significato di questa sua "condanna" è racchiuso nella sua frase che ne spiega la scelta di vita: "La vita è troppo preziosa per darsi per vinti."

Written by Frank
BROStoRUN
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