03/02/2016

LA MIA CORSA NEL DESERETO: il viaggio di Danilo

Ciao a tutti, inizio con il ringraziare i BROS per avermi dato la possibilità di raccontare il mio viaggio verso e nel deserto. Sono contento per due motivi sopra tutti, primo perché l’ho trovata entusiasmante, secondo perché pur mantenendo il fascino tipico dell’avventura, è un viaggio accessibile veramente a tutti sia economicamente che fisicamente.
Anticipando che per me è più facile correre nel deserto che scrivere del deserto, chiedo venia se non sarò di scorrevole lettura.

IL VIAGGIO

Il Viaggio inizia il 14 Gennaio 2016 da Malpensa dopo una levataccia per prendere il volo Easyjet delle 6:50 poco più di tre ore e si arriva a Marrakech dove mi attende il mio compagno di viaggio, mio cognato (che devo ringraziare perché senza di lui il viaggio non si sarebbe fatto e perché è una compagnia impagabile) arrivato il giorno prima. Immediatamente in taxi (circa 100 diram) ci trasferiamo alla stazione autobus CTM (85 diram a persona) dove prendiamo il biglietto per Ouarzazate. Ci attende un viaggio di circa quattro ore ma la nostra vera meta è l’incrocio di Tabourahte qualche chilometro prima. Lì ci dicono che ci sono dei taxi che possiamo prendere per arrivare a Aït Ben Haddou, alcuni la ricorderanno perché vista ne “Il trono di Spade” o “Il Gladiatore”, forse andrebbe citata perché dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 1987. Qui ci stabiliamo per due giorni e qui la prima corsa in Africa direzione Tamedakhte.
Siamo ancora su asfalto ma sono circondato da un paesaggio meraviglioso fatto di insediamenti umani abitati e non che la natura rivendica appena l’uomo li lascia al loro destino. Ripartiamo verso la destinazione finale M’hamid dove rimarremo anche qui due giorni. L’albergo è in fondo al paese all’inizio di una pista che conduce proprio nel deserto, nella sabbia, nel Sahara. La sera M’Barac ci prepara un fantastico Tajin di pollo, con la calma propria di chi sa godersi la vita. Quando gli chiediamo se sia possibile cenare lui non fa altro che uscire, andare a prendere il necessario per preparare la cena e servircela… prima però il The (non alla menta, troppo secco per il clima del deserto ci spiega) con un rituale ripetuto di mescita e reinserimento nella teiera, in modo da “ossigenare” la bevanda. Non so se sia una sensazione ma a me sembra il The più buono che abbia mai bevuto. M’barak ci tiene compagnia anche nel The del dopocena, quattro chiacchere e si va a letto.

LA CORSA

L’indomani LA CORSA…. Il deserto. In pochi chilometri, anzi pochi metri  ti rendi subito conto che hai di fronte qualcosa che devi rispettare e temere, sensazione che avevo provato anche al cospetto delle montagne valdostane, la “mia catena del Bianco” quella della Val Ferret, uno di quegli ambienti che se sottovalutati rischi ti uccida.
Ora descrivere la sensazione è difficile. E' mattina presto (le sette circa) sotto i piedi la cedevolezza di una sabbia fine come talco e che entra (non ero affatto preparato) nelle Glycerin fino a costringermi a svuotarle perché le dita non ci stanno più. E’ Gennaio ma dopo l’alba il sole si fa sentire (sono in tenuta estiva ad esclusione della mia Buff porta fortuna), seguo la pista più evidente tracciata solo dai segni degli pneumatici di fuoristrada nella sabbia. Correre qui è dura per un runner alle prime armi come il sottoscritto ma l’emozione vince e mi fa continuare. Controllo sul Garmin il passo (velo pietoso) quindi decido di godermi solo quei momenti, devo fermarmi a fare alcune foto, non posso non immortalare questi istanti il sole che nasce, le tracce sulla sabbia di qualcosa (insetti, rettili … mah?!?) otto chilometri nella sabbia del deserto, mi sembra di aver attraversato l’universo intero, ripenso all’impresa dell’amico Daniele Barbone e di tutti gli altri della “100Km nel Sahara” e se possibile cresce ancora di più la mia stima verso di loro. Ritorno carico di emozione e energia positiva proprio quella che sono venuto a cercare fino qui. Il viaggio continua ma LA CORSA per la quale sono venuto è quella che ho appena raccontato, un'emozione unica veramente alla portata di tutti.
Se avete una settimana libera e vi intriga l’idea, andate da M’barak e fatevi raccontare delle spedizioni nel deserto, della storia dei Tuareg che attraversavano il deserto e della possibilità di seguirne le orme … mentre vi serve il suo fantastico The
Ciao a tutti i BROS!!!!!

Written by Danilo per BROS to RUN

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