25/11/2019

PERCHÈ E QUANDO CORRERE A SENSAZIONE

Quando un podista decide di mettere in calendario un evento che esso possa essere una dieci km, piuttosto che una mezza, o una maratona, percorre ogni settimana un gran numero di chilometri, che saranno ben distribuiti attraverso i diversi mezzi di allenamento, quali:
  • corsa lenta
  • progressivi
  • fondo medio
  • corto veloce
  • fartlek
  • ripetute
  • ripetute in salita
Questo elenco rappresenta ciò che sono i pilastri fondamentali sul quale si basa un piano di lavoro ben strutturato e vario, che possa offrire all’atleta molteplici opportunità per stimolare efficacemente l’organismo, combinando il loro volume e intensità in parametri ben definiti che sono la distanza percorsa e la velocità al km.



Quando è però necessario correre a sensazione?

Come ci suggerisce la parola stessa, esso altro non è che un particolare tipo di allenamento in cui è il nostro corpo a suggerirci a che intensità correre.

E non sarà nessun dispositivo o parametro esterno a indicarci il ritmo da seguire.
Molto spesso siamo influenzati dai cronometri gps che portiamo al polso e ci lasciamo condizionare dai dati che leggiamo sul quadrante, incrementando sempre di più il ritmo e quindi l’intensità della seduta chiedendo sempre di più al nostro fisico anche quando esso ci chiede quel giorno di recuperare.

In passato quando questi dispositivi non esistevano ancora, gli atleti possedevano una perfetta percezione dell’intensità dello sforzo che stavano eseguendo, regolando di conseguenza la rispettiva velocità al km.

Con l’avvenire della moderna strumentazione gli atleti non hanno più avuto modo di sviluppare questa capacità che si può comunque acquisire con la pratica.

Applicazione

Il momento più opportuno per avvalerci di questo speciale allenamento è essenzialmente queste occasioni principali:
  • La seduta successiva a un allenamento a elevato impegno, come le classiche prove ripetute.
  • Quando vogliamo goderci la corsa nella sua semplicità e naturalezza, senza appunto imporci un ritmo prefissato.
  • Con l’avvicinarsi dell’appuntamento agonistico, a pochi giorni dalla gara, sarebbe opportuno per l’atleta focalizzarsi più su di una corsa basata sulla ricerca di sensazioni e feedback positivi, piuttosto che centrare a ogni costo il ritmo prefissato in precedenza.
  • Il Fartlek, è uno di quegli allenamenti in cui ci si può avvalere della corsa a sensazione, esso altro non è che un allenamento in cui vengono alternati tratti di corsa a velocità sostenuta (a seconda del proprio livello di forma) a delle fasi di recupero a ritmi più blandi.

La sua durata e intensità può essere decisa al momento, quindi durante la seduta, pertanto avvalendosi delle sensazioni sia fisiche che mentali che vengono percepite decide autonomamente come impostare l’allenamento.

Quali vantaggi offre?

È un tipo di allenamento che ci permette comunque di mettere in funzione aspetti come la capillarizzazione e quindi di velocizzare i processi fisiologici di recupero dopo una seduta intensa, e farci stare addirittura meglio di quando abbiamo iniziato la seduta.

È un’ottima occasione per concentrarci sulla tecnica di corsa; quindi mettendo in atto tutte quelle azioni volte a migliorare l’efficacia del gesto atletico, migliorando al contempo l’economia di corsa (dispendio energetico) della nostra corsa, offrendo all’atleta notevoli vantaggi soprattutto nelle distanze prolungate come la maratona.

Affrontare questo tipo di seduta senza lasciarsi andare a ritmi elevati permette al fisico di recuperare e adattarsi meglio ai nuovi stimoli, migliorando il nostro stato di forma, principio detto anche; super compensazione.

Ciò permette di evitare di sovraccaricare e quindi ridurre l’incidenza di infortuni in un sistema già stressato dal precedente allenamento.

Quale momento migliore per rilassarci e conoscerci ancora di più, comprendere meglio come corriamo, ascoltando il nostro respiro e il suono dei passi e provare anche nuove tipologie di percorso.

I sentieri sterrati in natura sono la location ideale per questo allenamento perché abbracciano totalmente questa filosofia di allenamento che non include come spiegato sopra avere dei riferimenti ben precisi.

Considerazioni finali

Consiglio a tutti di svolgere una seduta alla settimana così come descritta e di provare a riappropriarci della corsa nella sua semplicità.

Un paio di buone scarpe da corsa e l’abbigliamento adeguato e tanta voglia di correre, non serve altro.

Buone corse a tutti!
Luca Parisi Tecnico Fidal

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