09/09/2015

COME CORRERE BENE: la visualizzazione

corridore al traguardo
Ogni runner, indipendentemente dal suo livello, cerca sempre di migliorare le sue performances, ottenendo una buona posizione in gara, abbassando i propri minuti al km, aumentando la resistenza. Oltre all’aspetto fisico è assodato che, per correre bene, la parte mentale sia fondamentale. Un programma di corsa completo dovrebbe includere anche l'utilizzo di pratiche mentali che aiutino a migliorare le proprie prestazioni.
Una di queste è la visualizzazione.

Quante volte si dice che il miglior modo per imparare una cosa è farla? È molto importante in allenamento “provare” quello che si andrà a fare non solo a livello fisico ma anche nell’aspetto mentale. Ma come? Attraverso la visualizzazione.

Cos'è la visualizzazione

La psicologia dello sport ci dice che la visualizzazione è un allenamento che serve a preparare, anticipare mentalmente quello che si affronterà quando si farà una determinata prestazione futura. È come se a livello mentale si abbia la possibilità di vivere in anticipo quello che si troverà successivamente. Se si parla di corsa, la visualizzazione fornisce una preparazione che non è solo una conoscenza più approfondita del percorso di gara, ma è anche un allenamento che va a migliorare la gestione dello stress e dell’ansia che la competizione può dare come anche un incremento delle capacità di concentrazione.

A cosa serve

La visualizzazione è utilizzata dagli atleti di elite in moltissimi sport per incrementare la propria velocità non solo in allenamento ma anche in gara.
Un esempio su tutti di allenamento nel running è quello del maratoneta di origini Sudafricane ma naturalizzato statunitense Mark Plaatjes che prima di gareggiare e vincere il campionato del mondo di maratona a Stoccarda nel 1993, aveva utilizzato le tecniche di visualizzazione studiando nei minimi dettagli persino tutte le ondulazioni che avrebbe trovato nel percorso e ogni possibile scenario meteo o situazionale che avrebbe potuto incontrare durante la corsa. Questo allenamento nella corsa e questa conoscenza approfondita della gara, lo aiutarono ad agguantare la vittoria proprio a pochi minuti dall’arrivo con un incredibile recupero finale.

Come possiamo allenarci nella visualizzazione?

Il consiglio è quello di dedicare a questo allenamento almeno 10 minuti al giorno, di trovare uno spazio tutto nostro, spegnere il cellulare, rilassarci e creare un’ immagine la più dettagliata e precisa possibile. Dobbiamo sentire di essere realmente immersi in quello che stiamo immaginando di fare, non solo visivamente ma anche cercando di ricreare i suoni, i rumori che ci sono attorno e le sensazioni fisiche come il freddo o il caldo dell’aria.

Dobbiamo realmente vivere il momento della corsa. Immaginatevi per esempio al momento della partenza. Inizia a salire la tensione e l’adrenalina. Sentite le persone che parlano vicino a voi e vi sfiorano, ascoltate le parole dello speaker, poi ecco il suono della partenza; cercate di vivere le emozioni, i suoni di questi momenti. Vi sentite agitati o preoccupati? Allora cercate mentalmente di rimanere calmi ed indipendentemente da tutto quello che vi circonda di vivere la corsa secondo il vostro piano, tornate a concentrarvi su voi stessi e sulla vostra performance.

Più vividamente riuscirete a riprodurre mentalmente queste situazioni più questa visualizzazione vi servirà per gestire nel migliore dei modi la gara reale.
Immaginatevi anche delle situazioni negative che possono accadervi durante la corsa. Mentalmente andate ad affrontarle ed a risolverle; con questo allenamento in gara avrete una maggiore fiducia nelle vostre capacità, sapendo di poter affrontare e superare anche le situazioni più complicate. Se in gara dovessero accadervi saprete infatti perfettamente come reagire, avendole già incontrate in allenamento, rimanendo calmi e concentrati. Anche in questo caso l’allenamento mentale va ad anticipare possibili difficoltà e a rendere il runner più fiducioso nelle proprie capacità.

Provare per credere!

Dott. Massimiliano Banda
Psicologo dello sport

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